
Introduzione
Ciao a tutti, ragazzi. Sono Niccolò Fioletti, ma per molti di voi — soprattutto se bazzicate su MTGO — il mio biglietto da visita è Lemure90.
Dopo il mio primo articolo, sono felice di ritrovarvi qui su Metagame.it per raccontarvi la mia ultima, intensa avventura competitiva. Questo weekend ho affrontato una vera e propria doppietta di fuoco nel cartaceo, prendendo parte a due degli appuntamenti più importanti e attesi del panorama Legacy italiano.
Sabato ho rotto il ghiaccio partecipando al prestigioso Arcana Legacy Invitational: un torneo blindato a inviti, con una capienza massima di 64 giocatori, che raduna i migliori profili del circuito nazionale qualificati per meriti sportivi o attraverso le rispettive leghe cittadine. Domenica, invece, mi sono misurato con il Main Event del 4Seasons Legacy, una maratona decisamente impegnativa che ha visto oltre 300 partecipanti ai nastri di partenza.
La Genesi dell’Idea verso l’Eternal Weekend
Volevo partire dal mio mazzo dell’Eternal Weekend scorso, ma con un’idea ben precisa: farlo Bianco-Verde al posto di Bianco-Nero, oppure tentare la via dei tre colori. Non avevo la minima intenzione di giocare 80 carte; il mio obiettivo era farlo girare a 60, inserendo un motore dinamico capace di dare imprevedibilità e arguzia al piano di gioco. Quello stimolo aveva un nome preciso: Birthing Ritual.
Volevo trovare il modo di infilarci questa carta per andare a cercare Guide of Souls, Ocelot Pride, Thalia, Guardian of Thraben, Gaddock Teeg, ma anche Badgermole Cub e, perché no, mi sarebbe piaciuto un sacco giocare persino carte nostalgiche come Qasali Ambusher.
Il motore dei Token: L’idea di fare Orcish Bowmasters, generare l’orco e il token, per poi sacrificare proprio il token dell’orco sotto la Sottofase Finale di Birthing Ritual. Un modo pulito per andare a scavare nel grimorio alla ricerca di drop a 1 cruciali come Ocelot Pride o Guide d’Anima.
La Toolbox di Hatebears: Usare il Ritual come un tutore ripetibile per inchiodare l’avversario calando al momento giusto il pezzo da novanta ideale per il match-up.
Il valore degli Shepherd: Utilizzare Starlight Shepherd con il suo costo di apparire a due mana per prendersi subito una pianura base o una creatura a costo uno dal mazzo. Questo ti permetteva di incastrare subito Solitude in caso di necessità.
Il fattore protezione: Sfruttare carte come Sylvan Safekeeper per proteggere il board, magari sacrificando Flagstones of Trokair e proteggere così le mie creature sul terreno.
Il “Reality Check”: Quando i conti non tornano
La teoria era bellissima, quasi poetica. Ma Magic, alla fine, è una questione di matematica e di spazio.
Dopo aver buttato giù le prime due o tre bozze della lista a 60 carte, ho capito che non c’era abbastanza spazio per far respirare tutte queste idee. Inserire il pacchetto Birthing Ritual, mantenere i drop a 1 per farlo funzionare, proteggere la manabase per i tre colori, dare spazio alle carte nostalgiche e stipare contemporaneamente i tutori e le risposte era semplicemente impossibile. I conti non tornavano mai e lo spazio era fin troppo ridotto.
È stato solo dopo questi tentativi andati a vuoto che ho dovuto arrendermi all’evidenza e ho capito che sarei dovuto passare al collaudato Yorion, Sky Nomad a 80 carte.
L’Evoluzione della Lista, il Brainstorming con Alex e la Svolta nel Meta
Primi Aggiustamenti e Scelte Mirate
Guardando con attenzione la prima lista che ha stampato il 5-0 iniziale su MTGO, c’erano diverse particolarità che meritano una spiegazione, a partire da qualche “residuo” delle bozze precedenti fino ad arrivare a delle tech specifiche.
Per completezza, ecco la primissima lista con cui ho iniziato a fare sul serio:
Birthing Taxes
Maindeck, 80 carte
Creature (35)
- 4 × Phelia, Exuberant Shepherd
- 4 × Recruiter of the Guard
- 4 × Solitude
- 4 × Stoneforge Mystic
- 4 × White Orchid Phantom
- 4 × Witch Enchanter
- 3 × Flickerwisp
- 3 × Skyclave Apparition
- 1 × Cloud, Midgar Mercenary
- 1 × Gaddock Teeg
- 1 × Lion Sash
- 1 × Sylvan Safekeeper
- 1 × Thalia, Guardian of Thraben
Instant (4)
- 4 × Swords to Plowshares
Enchantment (4)
- 4 × Birthing Ritual
Artifact (8)
- 4 × Aether Vial
- 2 × Pre-War Formalwear
- 1 × Batterskull
- 1 × Meteor Sword
Land (29)
- 5 × Plains
- 4 × Flagstones of Trokair
- 4 × Marsh Flats
- 4 × Wasteland
- 4 × Windswept Heath
- 3 × Karakas
- 2 × Lush Portico
- 2 × Savannah
- 1 × Forest
Sideboard (15)
- 4 × Deafening Silence
- 3 × Disruptor Flute
- 2 × Surgical Extraction
- 2 × Wrath of the Skies
- 1 × Collector Ouphe
- 1 × Faerie Macabre
- 1 × Gaddock Teeg
- 1 × Yorion, Sky Nomad
Notes
La Prima Lista del Test (MTGO 5-0)
Il “sopravvissuto” per errore
Noterete subito la presenza di Sylvan Safekeeper. In tutta onestà, è finito in questa lista per sbaglio, come eredità di una versione precedente che includeva gli Starlight Shepherd che avrebbero dovuto tutorarlo. Agli Starlight Shepherd, però, ho rinunciato quasi subito: non avevo abbastanza slot liberi e la mia priorità assoluta era blindare l’early game per sopravvivere e traghettare la partita verso il late game, dove il mazzo è già messo fin troppo bene. Di conseguenza, via gli Shepherd, ma il Safekeeper è rimasto dentro per una svista.
Il ruolo di Cloud, Midgar Mercenary
Questa carta funge semplicemente da seconda Stoneforge. È un pelo meno forte del Mystic originale perché non permette di mettere in campo gli equipaggiamenti pagando due mana (il che si nota in particolare con Meteor Sword). Tuttavia, questo mazzo vuole un sacco di effetti ETB (Enter the Battlefield): Cloud è una carta veloce a costo due che molto spesso fa la stessa identica cosa di Stoneforge e, a volte, è persino meglio perché ha il vantaggio di essere leggendaria. Grazie a Karakas, infatti, posso fare blocchi creativi, riprendermela in mano e, nel late game, usarla come esca da esiliare per pagare il costo di Solitude. In più, avendo attacco e difesa invertiti rispetto a Stoneforge, mena anche un po’ di più. È stata davvero una delle assenze più sofferte nella lista finale, sacrificata unicamente per una spietata questione di slot, perché rimane un’utility fantastica che mi aiutava a prendere Pre-War Formalwear, una carta che nel late game si rivela fondamentale.
Le scelte della Sideboard (Ouphe e Grave-Hate)
Nella prima sideboard noterete la presenza di Collector Ouphe e di carte come Surgical Extraction e Faerie Macabre. Per quanto riguarda Collector Ouphe, dopo averlo giocato un po’ ho capito che, nonostante sulla carta questo sia il suo mazzo ideale ed è indubbiamente una carta molto forte, alla fine non mi ci sono trovato bene e non mi ha convinto del tutto.
La fase di testing selvaggio: a caccia di monocopie
Nei giorni successivi al primo 5-0, mi sono messo a sperimentare tantissimo, testando una marea di monocopie forti per capire dove ci si potesse spingere con la Toolbox del mazzo.
Tra i vari esperimenti, una delle carte più interessanti è stata sicuramente Renegade Rallier (un altro grande assente). Si è rivelata una scelta devastante: grazie a Rivolta (Revolt), se Birthing Ritual è stata counterata o distrutta, il Rallier può entrare e rimettercela direttamente in campo dal cimitero. Inoltre, la sinergia con il Ritual stesso è incredibile: sacrifichi una creatura sotto Ritual, si attiva Rivolta, entra il Rallier e ti rimette subito sul terreno un permanente a costo due o meno dal cimitero, generando un valore pazzesco.
Ho provato davvero tante altre carte singole d’impatto, da Knight of Autumn fino a Samwise the Stoutheart, passando per molte altre opzioni. Più avanti nell’articolo, se siete interessati a provare il mazzo e a cucirvelo addosso adattandolo al vostro stile di gioco o al vostro meta locale, vi elencherò un bel po’ di queste opzioni che ho testato.
Il dilemma della Sideboard e le Ire di Main
Nelle versioni successive dei test, noterete una modifica strutturale pesantissima. Ci tengo a specificare che, se volete seguire le evoluzioni passo dopo passo, tutte le varie liste intermedie sono visibili sui report ufficiali dei risultati delle ultime leghe che ho chiuso sul 5-0 su MTGO; all’interno di questo articolo, per questioni di leggibilità, ho deciso di pubblicare solo la prima e l’ultima.
La vera culla di questa idea di inserire ben 4 Wrath of the Skies direttamente nel Main Deck è nata dalla disperata necessità di liberare spazio in sideboard. Avendo a disposizione solo 14 slot (uno è fisso per Yorion), dovevo assolutamente fare spazio di side a carte specifiche contro mazzi da cui non vinciamo praticamente mai, come Doomsday e Necrodominance, i due grandi nemici storici di questo archetipo. Spostando le Ire di main, potevo finalmente inserire in panchina carte salvavita come Mindbreak Trap o Angel’s Grace.
Il dubbio amletico era tra due opzioni opposte: giocare 4 Wrath of the Skies o 4 Disruptor Flute di main. Per fare spazio a questo set di Ire, però, ho dovuto fare dei sacrifici dolorosi nel reparto creature, rinunciando momentaneamente a tech in 1x che stavano girando benissimo come Cloud, Batterskull, Renegade Rallier e la stessa Thalia.
Questo cambio ha portato subito dei buoni risultati, ma alla lunga mi sono reso conto che non era ancora quello che volevo.
L’unione fa la forza: L’ingresso di Alex Matteazzi
Proprio in quel momento, dopo aver stampato i due 5-0 consecutivi online con le Ire di main, mi ha contattato un mio compagno di Lega, Alex Matteazzi. Avendo visto le mie liste su MTGO, ed essendo anche lui un enorme amante e cultore di Tasse (Death and Taxes), è rimasto subito folgorato dall’idea del mazzo.
Ci siamo messi immediatamente a discutere della lista, sviscerando ogni singola scelta, e abbiamo fatto un buon lavoro di squadra, condividendo costantemente ogni singolo risultato, impressione e tech emersa dalle nostre rispettive sessioni di test.
La svolta del Meta: L’impatto di Flow State e il mio ritorno a Thalia
Questo brainstorming continuo si è rivelato utilissimo perché, nel frattempo, il meta stava cambiando. Con l’ingresso prepotente di Flow State nel formato, mi sono reso conto che i match-up contro mazzi a base blu che abusano di Force of Will e, appunto, Flow State — come UR Delver (Murktide/Cutter), UB Midrange e simili — non erano più così favorevoli come in partenza.
La situazione richiedeva una mia contromossa immediata: dovevo trovare una soluzione per sfoltire leggermente il late game (dove ero già fin troppo coperto) e potenziare sensibilmente l’early game, l’unico modo per assicurarci di traghettare la partita sano e salvo verso le fasi avanzate.
Dopo numerosi test e riflessioni, sono arrivato alla mia prima, grande conclusione: era il momento di reinserire il set completo di 4 Thalia, Guardian of Thraben. Thalia in questo contesto rappresentava la via di mezzo perfetta: una carta devastante già di Main Deck, ma con l’impatto di una vera e propria carta da Sideboard contro i mazzi blu e i combo. E, infatti, la mia scelta di rimetterla dentro ha dato subito una bellissima scossa alle percentuali di vittoria.
Il grande ritorno di Canoptek Scarab Swarm
Sempre in quest’ottica di ristrutturazione, ho deciso di dare importanza a una carta che in passato avevo sempre messo in secondo piano: Canoptek Scarab Swarm. Insieme a Gaddock Teeg, è rimasta l’unica utility creatura in monocopia sopravvissuta all’ottimizzazione dei tagli.
Quando lo Scarab Swarm scende sul terreno, è in grado di svoltare e risolvere una partita da solo. È estremamente fastidioso contro Flow State, è micidiale contro tutti i mazzi che sfruttano il cimitero, ma il suo vero punto di forza risiede nella sinergia con la struttura del mio mazzo:
Molto più giocabile rispetto al passato: Nelle vecchie e classiche liste di Death and Taxes, il Canoptek era una carta decisamente goffa. Di media eri costretto a impostare Vial (Aether Vial) a quattro per poterlo calare a sorpresa dal nulla, oppure dovevi fare un processo decisamente lento.
La sinergia con Birthing Ritual: Ora, grazie a Birthing Ritual, l’interazione è immediata ed elegantissima: ti basta sacrificare una creatura a costo tre (come Skyclave Apparition o Recruiter of the Guard) sotto la Sottofase Finale del Ritual per andarti a prendere direttamente dal grimorio il Canoptek, ripulendo istantaneamente il cimitero dell’avversario. Una risorsa eccezionale nata da questa felice intuizione.
Ottimizzazione della curva e il mio “taglio folle” di Phelia
La vera quadratura del cerchio è arrivata quando ho deciso di fare un ulteriore e definitivo passo indietro: le 4 Wrath of the Skies sono state rimosse dal Main Deck per fare spazio proprio al mio set completo di Thalia e a quello di Esper Sentinel.
Questo cambio radicale ha stravolto la fisionomia del mazzo in positivo. Sostituire magie a costo variabile e potenzialmente alto con minacce agili a costo 1 e 2 ha snellito incredibilmente la struttura, permettendomi di fare una scelta che in un mazzo da 80 carte è sempre delicata: ho tagliato una terra per recuperare lo slot necessario a inserire la quarta, fondamentale Esper Sentinel.
Bisogna stare attenti a non lasciare le Sentinelle giù nel late game, perché i giocatori esperti possono farti pescare apposta per attivare i Bowmasters e ammazzarti pezzi che invece ti sono vitali sul board, come Thalia, Flickerwisp o Recruiter.
Per fare spazio a tutta questa efficienza a inizio partita, ho imposto un altro addio illustre nel reparto creature: il taglio drastico di Phelia, Exuberant Shepherd. Se nella prima versione ne giocavo 4 copie, a forza di testare ho iniziato a ridurle fino alla scelta di tagliarle tutte e quattro. Una l’avrei giocata volentieri come utility, sia chiaro, ma lo spazio era tiratissimo e non avrei rinunciato a nient’altro.
Il motivo di questa mia scelta è prettamente tecnico:
Mancanza di target validi: Nelle versioni di Tasse con lo splash nero hai Overlord of Balemurk da blinkare, in quelle blu hai Quantum Riddler e altre creature con ETB d’impatto. Nel Bianco-Verde puro, alla fine, non hai così tanti target nativi che giustifichino la sua presenza. La spada (Meteor Sword) non la vado a prendere quasi mai, e averla equipaggiata a terra è una rarità.
Il sorpasso di Birthing Ritual: Se parliamo dell’economia dei turni sotto Birthing Ritual, Phelia non la vuoi mai prendere dal grimorio; al contrario, preferisci sempre sacrificarla per salire di curva. In parole povere, ho avuto l’illuminazione che Birthing Ritual ha preso quasi interamente il posto di Phelia in questo mazzo.
Una Sideboard quadrata e il “Maindeck” Disruptor Flute
Una volta sistemato il Main Deck con l’inserimento della quarta Thalia di main (scelta per la quale ho sacrificato il quarto Deafening Silence in side), la mia sideboard ha trovato una quadratura eccezionale, basata su risposte assolute.
Il ritorno di Leyline of the Void: Se nella prima lista usavo Faerie Macabre e Surgical Extraction, alla fine sono passato alle 4 Leyline nere. Contro molti mazzi combo e cimiterosi partiamo parecchio indietro, e ci serve disperatamente quel turno in più per appoggiare Thalia o Gaddock Teeg. Leyline ti garantisce questo turno di respiro perché entra gratis e non soffre gli scarti mirati a turno 1, cosa che fa tutta la differenza del mondo contro archetipi come Storm (che usa Beseech the Mirror) o mazzi meno diffusi ma letali come Dredge. Certo, se la peschi a turno 3 o 4 è una carta morta, ma se la vedi nella mano d’apertura contro il mazzo giusto ti vince la partita da sola. Nel late game, teoricamente, dovremmo essere già in vantaggio per altre vie.
Le altre risposte di Side: Ho blindato la panchina con le 4 Wrath of the Skies (indispensabili quando entrano dalla side per resettare il board) e 3 Deafening Silence.
La tech del Disruptor Flute di Main: In sideboard vedrete solo 3 Disruptor Flute, questo perché il quarto flauto ho deciso di giocarlo direttamente nel Main Deck. Avendo una buona conoscenza del metagame, un flauto non è mai una carta morta contro nessun mazzo. Averne due di main può rischiare di ingolfare la mano, ma una singola copia è un’utility fantastica che può rompere i piani di chiunque fin da subito, proteggendomi nel corso del G1.
Tutti questi ragionamenti ci hanno portato alla configurazione finale e definitiva, il mazzo perfetto con cui mi sono presentato ai tornei cartacei del weekend:
La Lista Definitiva (Arcana Invitational & 4Seasons Main Event)
Birthing Taxes
Maindeck, 80 carte
Creature (36)
- 4 × Esper Sentinel
- 4 × Recruiter of the Guard
- 4 × Solitude
- 4 × Stoneforge Mystic
- 4 × Thalia, Guardian of Thraben
- 4 × White Orchid Phantom
- 4 × Witch Enchanter
- 3 × Skyclave Apparition
- 2 × Flickerwisp
- 1 × Canoptek Scarab Swarm
- 1 × Gaddock Teeg
- 1 × Lion Sash
Instant (4)
- 4 × Swords to Plowshares
Enchantment (4)
- 4 × Birthing Ritual
Artifact (8)
- 4 × Aether Vial
- 2 × Pre-War Formalwear
- 1 × Disruptor Flute
- 1 × Meteor Sword
Land (28)
- 5 × Plains
- 4 × Flagstones of Trokair
- 4 × Marsh Flats
- 4 × Wasteland
- 4 × Windswept Heath
- 3 × Karakas
- 2 × Lush Portico
- 1 × Forest
- 1 × Savannah
Sideboard (15)
- 4 × Leyline of the Void
- 4 × Wrath of the Skies
- 3 × Deafening Silence
- 3 × Disruptor Flute
- 1 × Yorion, Sky Nomad
La Cassetta degli Attrezzi: Opzioni e Monocopie per personalizzare il mazzo
Se volete prendere in mano questo archetipo e cucirvelo addosso adattandolo al vostro stile di gioco o al vostro metagame locale, la struttura del mazzo vi permette di ruotare tantissime monocopie diverse. Ecco un elenco di quelle che ho testato personalmente:
• Starlight Shepherd
• Phelia, Exuberant Shepherd
• Palace Jailer
• Formidable Speaker
• Clarion Conqueror
• Extraction Specialist
• Collector Ouphe
• Ethersworn Canonist
• Phyrexian Revoker
• Renegade Rallier
• Cloud, Midgar Mercenary
• Batterskull
• Knight of Autumn
• Samwise the Stoutheart
• Enlightened Tutor: Una monocopia non-creatura fortissima per andare a prendere Birthing Ritual o, all’evenienza, risposte e sinergie specifiche come Lion Sash, Canoptek Scarab Swarm o Pre-War Formalwear.
Gestione dello stress e preparazione ai Match-up
Una delle mie più grandi preoccupazioni in vista dei tornei live era legata alla durata delle partite. Con un mazzo capace di generare così tanto valore e situazioni complesse, il rischio di andare lunghi e finire in pareggio — o peggio, di non reggere psicologicamente l’intensità di un torneo che procede verso le fasi finali — era concreto. Per evitare di trovarmi impreparato, ho deciso di fare una cosa che solitamente non faccio mai: ho preparato una bozza strutturata delle side contro i Tier più diffusi del metagame. Avere un piano d’azione chiaro e pre-impostato mi ha permesso di affrontare ogni turno con maggiore lucidità, riducendo drasticamente il tempo dedicato alle decisioni tra una partita e l’altra e preservando energie mentali fondamentali per rimanere concentrati fino all’ultimo round.
Ecco la guida completa che ho utilizzato durante il weekend:
SIDEBOARD GUIDE
AFFINITY / 8-CAST
Play: IN +3 Silence, +4 Wrath — OUT -Lion, -Gaddock, -Flauto, -4 Sentinel
Draw: IN +4 Wrath — OUT -Lion, -Gaddock, -Flauto, -Sentinel
ALL SPELLS / DREDGE
IN +4 Leyline, +3 Silence, 3 Flauti — OUT -4 Sentinel, -Prewar, -Flicker, -4 Vial
Dredge:[/b] -3 Skyclave
BG SMALLPOX LOAM
IN +4 Leyline, +4 Wrath — OUT -4 Sentinel, -Gaddock, -3 Thalia
CEFALID
IN +4 Leyline, +3 Flauti — OUT -4 White Orchid, -Prewar, -Flicker sword
Se gioca Saga: +4 Wrath
DOOMSDAY
IN +3 Silence, +3 Flauti — OUT -Gaddock, -Canoptek, -2 Sentinel, -2 Solitude
ELDRAZI
IN 4 Wrath — OUT Flauto
ENERGY
IN +4 Wrath, +3 Flauti — OUT -Gaddock, -4 Sentinel, -2 Thalia
GRIXIS REANIMATOR
IN +4 Leyline, +3 Silence — OUT -4 White Orchid, -Prewar, -Gaddock, flauto
INIZIATIVA
No changes.
Se hanno Chalice: +3/4 Wrath.
JESKAI / WIZARD / UW RIDDLER / GRIXIS CONTROL / BEANS
No changes.
LANDS
IN +4 Wrath, +4 Leyline, +3 Flauti — OUT -4 Sentinel, -4 Thalia, -Gaddock, -Spada, 1 Sentinel
MIRROR
IN +4 Wrath, +3 Flauti — OUT -Gaddock, -4 Thalia, -2 Sentinel
MONO RED STOMPY
IN +4 Wrath, +3 Flauti — OUT -Gaddock, -Canoptek, -Lion, -4 Sentinel
PAINTER
IN +4 Wrath, +4 Leyline, +3 Flauti — OUT -4 Thalia, -4 Sentinel, -Gaddock, -2 Vial
POST BLU
IN +3 Silence, +3 Flauti — OUT -4 Sentinel, -2 Solitude
SHOW & TELL / ALUREN
IN +3 Silence, +3 Flauti — OUT -Lion, -Canoptek, -4 White Orchid
SNEAK & SHOW
IN +3 Silence, +3 Flauti — OUT -4 Sentinel, -Lion, -Canoptek
STORM (tutte le versioni)
IN +4 Leyline, +3 Silence, +3 Flauti, +4 Wrath — OUT -4 Vial, -4 Sentinel, -4 Solitude, -Canoptek, -Prewar
TRON
IN +4 Wrath, +3 Flauti, +2 Silence — OUT -4 Sentinel, -3 Solitude, -Lion, -Canoptek
UB MID
IN Flauto — OUT Thalia
Con Nethergoyf: IN +4 Leyline — OUT -Gaddock, -Flauto, -Sentinel, -Thalia
UB REANIMATOR (Show and Tell)
IN +4 Leyline, +3 Flauto — OUT -4 White Orchid, -Gaddock, -2 Skyclave
UB SHADOW / MOON
IN +4 Wrath — OUT -Lion, -Canoptek, -Gaddock, -Flauto
UR DELVER
IN +3 Silence — OUT -Flauto, -Gaddock, -Spada
ZENITH / NATURAL ORDER
IN +4 Wrath, +3 Flauti — OUT -Lion, -Canoptek, -4 Sentinel, 1 Thalia
## Arcana Legacy Invitational: Il mio Sabato
Siamo in 64 giocatori per un torneo di sei turni. Non sono il tipo che prende appunti, quindi ricostruisco la giornata a memoria.
La fase a gironi
Turno 1: Budri (Show and Tell con Aluren)
Ottimo match-up. G1 persa nonostante il controllo del board, punito da una sua pescata fortunata. G2 e G3 vinte grazie a una Esper Sentinel di primo turno che ha garantito il vantaggio card.
Turno 2: Michele Gaimarri (Mono Nero Aggro)
G1 ho sofferto la sua partenza esplosiva con Dark Ritual. G3, mentre stavo per chiudere in controllo, sono scattati i turni: mi sono trovato in difesa per evitare la sconfitta. Siamo a due match su due chiusi ai turni (o quasi: con Budri non sono certo di essere arrivato esattamente ai turni, ma ho sicuramente esaurito il tempo a disposizione).
Turno 3: Maffeis (UB Midrange)
Vinto 2-0. G1 il mazzo ha girato benissimo. G2 lui a 5 carte, io con una mano ottima: si è arreso dopo pochi turni.
Turno 4: Samuele Dagani (UB Midrange)
Vinto 2-0. G1 non ricordo praticamente nulla, probabilmente perché la memoria è offuscata da una piacevole chiacchierata fatta con lui. G2 lui ha mulligato a 5, io sono partito lento ma lui ha recuperato con le Flow State; la partita si è sbloccata grazie al lock di Flickerwisp su Pre-War Formalwear, che a partire da questa giocata si è rivelato super performante con Birthing Ritual.
Turno 5: Montani (UB Shadow)
Vinto 2-0. Il match-up è favorevole: le Sword to Plowshares e Solitude impediscono all’avversario di giocare in sicurezza le sue Shadow, poiché il rischio di perdere pezzi e regalare vite all’avversario è troppo alto. Nonostante la bravura di Montani, porto a casa il punto. Per chi fosse interessato, la partita è disponibile online, essendo stata trasmessa in streaming.
Turno 6: Patta intenzionale
Accesso alla Top 8.
La Top 8
Sono state tre partite lunghissime, quindi non mi dilungherò troppo a raccontarle, visto che sono tutte disponibili in streaming. I miei avversari sono stati nuovamente Michele Gaimarri con Mono Nero (vinto 2-1), Luca Semerari con Show & Tell feat. The One Ring (vinto 2-1) e infine la finale contro il nuovo campione in carica, a cui faccio i miei complimenti: Luca La Loggia con Eldrazi.
La Finale: Analisi di un errore decisivo - Video Twitch
L’unica annotazione la faccio su un passaggio specifico della finale in Game 2, nel quale avrei potuto giocare meglio, ma la stanchezza dopo oltre 12 ore di Magic ha giocato un brutto scherzo.
Sono a 5 punti vita; il board avversario presenta quattro creature: due Herald, un Wastescape Battlemage e un Thought-Knot Seer. In mano ho Knight of the White Orchid e Pre-War Formalwear.
Pesco Wrath of the Skies: la carta migliore possibile. Con i miei cinque mana avrei potuto ripulire il board lasciando vivo solo il Thought-Knot Seer. Avrei subito un attacco portandomi a 1 punto vita, ma ero terrorizzato dall’idea di concedergli outs come Fleshraker o le sue terre. Ho scartato quindi la linea con Wrath per quella con Recruiter e Solitude.
Errore di calcolo: dopo aver passato il turno mi sono reso conto che anche la linea scelta mi avrebbe lasciato comunque a 1 punto vita, ma senza le risorse necessarie per ristabilire un board il turno successivo.
Conclusioni del Sabato
Nonostante l’ora tarda in cui è finito il torneo e le due ore di macchina che mi aspettavano per tornare a casa, è stata una giornata molto positiva, ben oltre le mie aspettative. L’intenzione iniziale era quella di vedere il torneo principalmente come un campo di testing per il mazzo. Il problema principale, a quel punto, era riuscire a dormire abbastanza per poter tornare il giorno seguente ad affrontare il Main Event del 4Seasons.
Domenica: Main Event Legacy 4Seasons
Il Main Event ha visto la partecipazione di circa 330 giocatori e si è svolto sulla distanza di 9 turni di Svizzera pura, senza Top 8. È stata una giornata importante: a questo torneo ha partecipato anche Alex, che ha deciso di schierare la mia stessa lista con le mie stesse sideboard guide. È stato un ulteriore banco di prova, decisamente serio, per capire come si comporta il mazzo in un contesto live ad alta competitività. Purtroppo non sono riuscito a recuperare gli standings con i nomi ufficiali, quindi procederò raccontando i match a memoria.
La fase a gironi
Turno 1: Avversario italiano (URW Control senza creature)
Il torneo si apre con un avversario italiano, giocatore che frequenta principalmente il Modern, ma che per l’occasione ha scelto di schierare una lista URW Control priva di creature. Non ricordo con precisione l’ordine delle vittorie nelle prime due partite, ma ricordo bene che la sfida si è protratta fino a Gara 3 e si è conclusa ai turni addizionali. Una partenza subito intensa che mi permette comunque di iniziare il torneo con una vittoria.
Turno 2: Avversario scozzese (UR Show and Tell)
G1 è stata una partita incredibile. Lui parte con uno Show and Tell molto veloce. Io non ho risposte in mano, non sapendo ancora cosa giocasse, e metto in campo una Thalia sperando di arginare i danni e, nel caso avesse avuto Omniscience, di obbligarlo a passare il turno non avendo più mana disponibili e, nel caso avesse avuto delle creature in mano, di limitare comunque i danni. Lui mette in gioco Atraxa, si sistema la mano, scarta e passa. Da lì, pur senza ricordare perfettamente tutti i passaggi, sono riuscito a rimettermi in carreggiata e a ribaltare una situazione che sembrava ormai compromessa.
G2 lui tiene una mano che gli avrebbe permesso di giocare Sneak Attack già al primo turno e chiudere la partita al secondo, ma decide di non farlo. Una scelta rivelatasi rischiosa, perché dopo sideboard ho inserito Deafening Silence.
In Gara 3, infatti, parto proprio con Deafening Silence supportata da una buona sequenza di carte che mi permette di avere la meglio. Anche questo match si conclude ai turni addizionali, regalandomi la seconda vittoria di giornata.
Turno 3: Avversario (Lands)
Perdo male G1, perché lui parte troppo bene. G2 la vinco grazie a una Leyline che gli impedisce di trovare risposte in tempo.
G3 arriva uno spot assurdo: sto quasi per concedere, ma decido di aspettare un turno in più. Lui è in loop con Crogiolo di Mondi, Exploration e due Ghost Quarter; io controllo soltanto una Stoneforge Mystic e, dopo il doppio land-hate, mi è rimasta una sola terra base nel mazzo.
A quel punto penso di non avere più possibilità di vittoria: nessuna carta che avrei potuto pescare sembrava in grado di riaprire la partita, forse soltanto Wrath of the Skies. In seconda fase principale, però, lui gioca Torpor Orb e stavo ormai per concedere definitivamente, quando mi accorgo di avere in mano due Solitude. Le lancio e, nei tre turni successivi, riesco a infliggere i sette danni necessari per chiudere una partita che sembrava completamente persa.
Turno 4: Avversario (UB Midrange)
Vittoria per 2-0. In entrambe le partite, se non sbaglio, è entrata Birthing Ritual e ha svolto egregiamente il proprio lavoro. Mi sono sempre sentito in totale controllo delle sfide, riuscendo a gestire il ritmo del gioco senza particolari patemi.
Turno 5: Riccardo Biava (UBR Control)
Sconfitta per 0-2. Si tratta dell’unica partita persa durante l’intera giornata. Riccardo è un giocatore molto valido e conosciuto, quindi la sconfitta ci sta, ma il modo in cui è maturata lascia l’amaro in bocca.
In G1 avrei probabilmente avuto chance migliori vincendo il dado: giocando on the play non sarebbe stato open di primo turno con Spell Pierce e avrei potuto far risolvere Aether Vial. La partita si sviluppa così: turno 1 faccio Aether Vial e lui risponde con Spell Pierce; turno 2 provo Birthing Ritual ed entra; turno 3 gioco Recruiter of the Guard e viene neutralizzato da Force of Will; turno 4 gioco Witch Enchanter e arriva una seconda Force of Will. Al quinto turno, guardando la mano, mi ritrovo con soltanto Swords to Plowshares, Solitude e tre o quattro terre; da quel momento è stato soltanto un lento scivolare verso la sconfitta, in attesa di soccombere ai danni inflitti da Forth Eorlingas!.
In G2, nonostante sia riuscito a portarlo a 4 punti vita, non mi sono mai sentito realmente in vantaggio; nei momenti decisivi, quando sarebbe bastata una semplice creatura qualsiasi per provare a ribaltare la partita, ho sempre pescato male — terre e Aether Vial ormai inutili — e non c’è molto da recriminare: la partita è andata così.
Turno 6: Avversario (Painter 3-color: Rosso, Blu, Bianco)
Vittoria per 2-1. Questo è probabilmente l’unico matchup in cui mi sento davvero superiore, grazie alla mia sideboard.
G1 scelgo di tenere una mano che all’apparenza poteva sembrare mediocre, ma che si rivela perfetta contro di lui: due Swords to Plowshares, due Wasteland, una Solitude, una Pianura e una carta che non ricordo. Con questa mano riesco a portare a casa la partita.
G2 è stato un momento difficile: a sette carte non vedo nulla, a sei nemmeno. Tengo a cinque una mano molto marginale, con Swords to Plowshares di primo turno e una creatura al secondo, ma lui parte a sette in modo molto solido e mi punisce.
G3 temevo di rivivere lo scenario di G2: a sette carte non vedo né Wrath of the Skies, né Leyline, né Flauto. Mulligo a sei e, nonostante anche qui non trovi le principali hate card, ho una buona mano con Swords to Plowshares, una curva discreta e Birthing Ritual, con cui riesco a ingranare e a chiudere il match.
Turno 7: Avversario (Necrodominance)
Vittoria per 2-1. Un match che temevo profondamente, trattandosi probabilmente del peggior matchup possibile per il mio mazzo, contro cui dispongo di pochissime carte di sideboard.
G1: vinco il dado e tengo una mano lenta ma valida. Cerco di trovare Thalia, Guardian of Thraben o Gaddock Teeg utilizzando la surveil land e le pescate, ma non li vedo. Gioco White Orchid Phantom per distruggere una sua terra, sperando di verificare l’assenza di terre base nel suo mazzo, e preparo la linea per il turno successivo: fare Flickerwisp sul mio White Orchid Phantom per distruggere una seconda terra e provare a guadagnare il tempo necessario. Lui effettivamente non gioca terre base, ma al suo turno fa terra, doppio accelerino, Necrodominance e chiude la partita.
G2: cerco Deafening Silence, ma ne gioco soltanto tre copie. Dopo un mulligan a sei, tengo una mano rassegnata con Thalia di secondo turno. Per fortuna, nonostante lui abbia tenuto a sette, non chiude immediatamente; Thalia entra e blocca tutto, portandomi alla vittoria. A fine partita mi mostrerà una mano piena di risposte per artefatti e incantesimi.
G3: entrambi in difficoltà, mullighiamo fino a quattro carte. Tengo una mano con due terre, Esper Sentinel e Gaddock Teeg. Anche lui, dopo una lunga riflessione, decide di tenere una mano composta da Necrodominance, terra, Patto Verde e Manamorphose. Parte con terra, Patto Verde per andare a prendere Elvish Spirit Guide e poi Manamorphose, ma nonostante il tentativo non trova nessuno dei suoi dodici outs (quattro Lotus Petal, quattro Cabal Ritual e quattro Dark Ritual) per chiudere la combo. Un finale al cardiopalma che mi regala la vittoria.
Turno 8: Avversario (UB Midrange) - Video Twitch
Vittoria per 2-1. Questa partita si rivela decisiva, poiché una vittoria mi avrebbe garantito la possibilità di splittare l’ultimo turno. Ci ritroviamo nuovamente sotto le telecamere per lo streaming. È stata una sfida serratissima, conclusasi ai turni addizionali a mio favore; chi fosse curioso di vedere lo svolgimento può recuperare il match online.
Conclusioni: il verdetto della prova
Chiudo questo torneo con un bilancio di 7-1-1. Dopo la patta dell’ultimo turno, non è rimasto che incrociare le dita in attesa della classifica ufficiale: per un soffio, il rating mi ha premiato, permettendomi di chiudere all’ottavo posto della classifica finale. È stato un risultato inaspettato, specialmente considerando la stanchezza fisica e mentale accumulata durante la domenica, una giornata in cui avrei fatto fatica a pronosticare una tale tenuta. Anche il mio compagno di squadra, Alex, ha confermato la validità della nostra strategia chiudendo un ottimo torneo in Top 16.
Tirando le somme, è doveroso essere onesti: non stiamo parlando di un mazzo Tier 1. Tuttavia, la lista si è rivelata estremamente valida, appagante da giocare e, soprattutto, diversa dai soliti standard del metagame. Il mazzo ha dimostrato di poter dire la sua ed è stata un’ottima alternativa in un contesto così competitivo.
Resta ora il grande dubbio che accompagna ogni giocatore dopo una performance del genere: è questa la configurazione definitiva con cui presentarsi all’Eternal Weekend, o è arrivato il momento di buttarsi in una nuova avventura di deckbuilding ripartendo da zero? Solo il tempo e i prossimi test potranno dircelo. Per ora, il mazzo ha dimostrato di essere all’altezza, e questo è, di per sé, un ottimo punto di partenza.
Alla prossima, Niccolò.