RC Cincinnati Standard: 4 Color Control vince e cambia il meta
All’RC di Cincinnati lo Standard cambia volto: meno dominio puro degli archetipi proattivi e più spazio ai control deck, con 4c Control vincitore e U/R Spellementals tra le strategie più solide del torneo. Un’analisi dei dati del field, della Top 8, dell’evoluzione del meta e dell’aggiornamento prezzi del formato.
Le Top4 Cose Da Sapere Di Standard Questa Settimana - Puntata 15

Lo Star City Games ha ospitato l’RC di Cincinnati. Aveva, dietro di sé, due tracciati possibili: un meta simile allo Spotlight di Londra, dove i mazzi sono stati valorizzati senza una logica precisa, se non quella dell’emersione di una certa tendenza a spostarsi verso i control decks; oppure un meta più simile all’RC di Giappone e Sud Corea, che volge chiaramente verso un certo tipo di control. Cincinnati replica il secondo.
Nella settimana che va dall’11 al 17 maggio, si disputa l’RC di Cincinnati. Dopo un PT, uno Spotlight e un RC asiatico, le evoluzioni del meta ci portano verso le strategie di controllo. Ma un certo tipo di controllo. Cincinnati registra questa realtà e noi proveremo a farne una verticale. In chiusura, è giunta l’ora del classico aggiornamento quindicinale sui prezzi del formato.
1) Analisi RC Cincinnati:
La distribuzione del field al day one è stata la seguente:
·
Prowess 15,9%
·
Landfall 15,20%
·
Spellementals
10,6%
· 4c Control 7,6%
·
Excruciator 4,1%
·
Lessons 4%
·
MOMO 3,9%
· MonoG Landfall 3,7%
·
Discard 3,2%
·
Control 3,2%
·
Ouroboroid 3%
·
Prison/Tempo
2,30%
·
Rhythm 1,9%
·
Elementals 1,8%
·
Omniscience
1,7%
· Others 17,8%
In Top 8 sono arrivati i seguenti mazzi nei numeri indicati:
· 2 4c Control
·
2 Prowess
·
1 Omniscience
·
1 Control
·
1 Fling
·
1 Spellementals
Il primo posto va a Zachary Aymie con 4c Control.
WINNER - Four Color Control
Maindeck, 60 carte
Instant (22)
- 4 × Jeskai Revelation
- 3 × Consult the Star Charts
- 3 × Inevitable Defeat
- 3 × Thunder Magic
- 2 × Flashback
- 1 × Abrade
- 1 × Erode
- 1 × Fire Magic
- 1 × Get Lost
- 1 × Negate
- 1 × Sear
- 1 × Three Steps Ahead
Sorcery (7)
- 4 × Stock Up
- 1 × Day of Judgment
- 1 × Ill-Timed Explosion
- 1 × Pyroclasm
Land (27)
- 4 × Great Hall of the Biblioplex
- 3 × Hallowed Fountain
- 3 × Steam Vents
- 2 × Mistrise Village
- 2 × Riverpyre Verge
- 2 × Sacred Foundry
- 2 × Shattered Sanctum
- 2 × Stormcarved Coast
- 1 × Cori Mountain Monastery
- 1 × Gloomlake Verge
- 1 × Godless Shrine
- 1 × Multiversal Passage
- 1 × Plains
- 1 × Sundown Pass
- 1 × Watery Grave
Artifact (4)
- 4 × Tablet of Discovery
Sideboard (15)
- 2 × Disdainful Stroke
- 2 × Emeritus of Ideation
- 2 × Flashfreeze
- 2 × High Noon
- 2 × Rest in Peace
- 1 × Day of Judgment
- 1 × Get Lost
- 1 × Outrageous Robbery
- 1 × Pyroclasm
- 1 × Wan Shi Tong, Librarian

Partendo dall’inizio, il Metagame Breakdown e la cornice della Top ci danno una chiara idea dell’indirizzo che sta prendendo lo Standard. Bisogna, però, saper interpretare i dati. Partendo dalla partecipazione iniziale, possiamo già vedere due grandi movimenti: un aumento dei Landfall decks e dei Control decks.
Subito dietro a queste
colline, si vede una pressione positiva di Excruciator e degli
decks, che siano aggro o tempo, e una depressione di
Prowess,
Lessons,
Control e i
Rhythm decks. La categoria “Others” sarebbe da lasciare da parte perché,
come potete vedere, abbiamo dati di presenza anche sotto il 3%. Utile da un
lato, ma anche distorcente in alcune circostanze. Del resto, sotto il 3% tutto
potrebbe essere incluso in “Others”.
Quindi abbiamo già una prima chiave di
lettura. Al giorno uno, pare di stare uscendo lentamente da un metagame di
vertice che si dichiara come vs
(o
) e tutto il resto, per
andare verso un metagame che si mostra come Control Strategy vs
Aggro/Combo Strategy. La lettura, così come esposta, non è sufficiente.
Infatti, bisogna considerare il day 2.

Solitamente si danno le percentuali del field al day 2 per avere un cartellone indicativo della variazione. A me non piace mai troppo. Trovo molto più interessante un dato che non viene esposto perché richiede un’analisi di paragone, cioè quanto un archetipo specifico è calato rispetto al day 1 in termini assoluti. Questo perché, nonostante si stia parlando della stessa informazione data in modi diversi, la logica di quella che vi propongo è molto più chiara nel far vedere la direzione degli archetipi.
Facciamo un esempio: al day 1
Prowess costituiva il 15,9% del meta con 149 mazzi, mentre 4c
Control il 7,6% del meta con 71 mazzi sul totale dei presenti. Al day 2
Prowess formava il 17,1% del meta con 38 mazzi e 4c Control
il 9,5% con 21 mazzi. Detta così, entrambi gli archetipi hanno guadagnato terreno
partecipativo da un giorno all’altro. Peccato che uno abbia perso il 74,5% dei
suoi componenti, mentre l’altro solo il 70,4%.
Stiamo, in verità, parlando
della stessa notizia. Solo che, per come è esposta genericamente, la lettura
più intuitiva è “Prowess ha guadagnato 1,2 punti e 4c
Control 1,9 punti, con una differenza di 0,7”. Per come la espongo io,
Prowess ha perso 4,1 punti percentuali più di 4c Control.
La differenza sta nel fatto che una variazione sotto all’1% (0,7 punti) è quasi
statisticamente irrilevante; invece una variazione del 4,1% comincia a essere
un indicatore di tendenza.
Ebbene, proviamo a stilare questa mia variazione da day 1 a day 2 per i mazzi caldi. Invertiamo la classifica da chi perde di meno a chi perde di più:
·
Spellementals
-68%
·
Excruciator
-69,2%
· 4c Control -70,4%
·
Lessons -71,1%
·
Control -73,3%
·
Landfall -73,4%
·
Prowess -74,5%
·
Ouroboroid -75%
·
MOMO -75,7%
Questa visione ci piace, se ci piace,
perché ci dà almeno due chiavi di lettura nuove. In primo luogo, vediamo che
nel margine alto si trovano quattro strategie control, o con forti elementi di
controllo. Infatti, Excruciator è formalmente considerato un
combo deck, ma in verità sarebbe un Combo/Control. Sia per come è
costruito, sia per come si comporta in partita, il Combo/Control, nella
mappa degli archetipi, è racchiuso nella categoria strategica del Control, non
del Combo. Nel margine basso abbiamo, invece, solo strategie aggressive. Al
loro interno le meccaniche sono estremamente differenti, ma tutte propositive.
Quindi possiamo dire che all’inizio del torneo il meta era già orientato verso una maggiore reattività, rispetto alla proattività, e che questa tendenza si è poi confermata nei fatti. A metà torneo, l’approccio reattivo ha premiato molto di più del proattivo. In secondo luogo, mentre le varie strategie proattive si distanziano meno l’una dall’altra, in termini di efficacia, vediamo chiaramente che tra i control ci sono indirizzi premianti e indirizzi scadenti. Ci concentreremo su questo nel terzo punto di questa rubrica.
Continuando, nella Top 8 si evidenzia la
spaccatura già rilevata. Lì sono entrati 4 mazzi control, 1 mazzo combo e 3
mazzi prowess, considerando che Fling, alla fine, è un prowess
deck con una micro-combo di supporto resa possibile da Callous
Sell-Sword. Abbiamo esattamente una metà reattiva e una metà proattiva.
Difatti, Omniscience è strutturalmente un Big Spells Combo e,
quindi, un mazzo proattivo per teoria generale. Se uniamo le tre chiavi di
lettura insieme, possiamo avere un’opinione del formato completamente diversa
da quella che è emersa a partire da dicembre 2025. Dopo cinque mesi, lo
Standard non si dovrebbe più pensare come
decks vs
/x Landfall
e tutti gli altri, ma come reattivo vs proattivo. E il proattivo sta lentamente
perdendo terreno.
Da questo punto di vista, il banlist update
della settimana prossima dovrebbe essere tecnicamente un no change, a meno che
non si vogliano fare scelte di politica. Questo perché il primo grande polo,
cioè , si può dividere in reattivo (Spellementals e
Lessons) e proattivo (Prowess e sue varie sfaccettature, come
Opus). Tutti sono chiaramente mazzi forti, ma quello che performa meglio
tra tutti non è quello che ci aspetteremmo. È Spellementals, che è un
control reattivo. Ma non si potrebbe neanche dire che
è un problema come
control, perché Lessons, che è un altro tipo di control, va su una linea
nettamente in discesa.
Il secondo grande polo, cioè i cub decks, che danno il meglio di sé nella sfumatura Landfall, sta anch’esso lentamente perdendo colpi. Solo che, mentre prima era tenuto a bada perché era il deck to beat, ora non può più essere così, perché sono troppi i decks to beat per focalizzarsi contro una principale minaccia e perché, se fosse ancora così, dovrebbe perlomeno risalire di una percentuale simile al maggior uso che se ne sta facendo.
In sostanza, ora non si può più dire né che i cub decks strappano risultati peggiori del prevedibile perché tutto il resto del meta si concentra principalmente per osteggiarli (certo, il meta li contrasta, ma non c’è più un’unica polarità dominante che rende possibile una controffensiva così indirizzata come prima), né che i cub decks sono sottorappresentati perché i giocatori non vogliono affrontare un meta indirizzato contro di loro. Le due cose, inoltre, vanno di pari passo.
2) Comportamento del mazzo del vincitore In Top8

Zachary Aymie ha affrontato due
Prowess e un
Omniscience durante la Top 8. Ho
avuto l’impressione che fosse stata come una gradinata decrescente. Ai quarti
di finale affronta Sam NG, che pilota un
Prowess molto
tradizionale. Sam NG ha applicato solo due varianti: la prima consiste
nell’inserimento di un Prismari Charm in main e uno in side. La
seconda si concreta nell’inclusione di un Wan Shi Tong tra le
quindici carte di side. Si va alle tre partite e Aymie riesce a vincere
l’ultima grazie ad High Noon, carta contenuta nella side della sua
decklist.
In semifinale si gioca un match ad alta
tensione, basato sulla resistenza. Dopo avere sfiorato la soglia della
sconfitta più volte, Four Color Control riesce a battere
Omniscience e passa alla finale. In vetta, Zachary Aymie si scontra con
Robert Wagner-Krankel, che maneggiava un altro
Prowess più
sperimentale del primo.
Eddymurk Crab e Colorstorm Stallion
Niente Eddymurk Crab e Colorstorm
Stallion in multiple copie tra main e side. Un che puntava a
strappare la partita nel minor tempo possibile, rinunciando a qualche effetto
sulla board avversaria. Più Glass Cannon. Aymie vince la prima partita
velocemente e la seconda grazie alla sidata di High Noon, che gli
ha permesso di gestire il game tirando Jeskai Revelation più
volte, in tranquillità.
3) Analisi dei mazzi di controllo
Una cosa bellissima di questo Standard è come riesca ad avere un gusto assai retrò, pur essendo il formato più progressista. Tra i vari control che sembra stiano ridisegnando il volto del formato, le strategie più premianti sono le Draw-Go di vecchio stampo. Questo è sorprendente. Noi tutti rileviamo che l’archetipo Draw-Go è gradualmente sparito dal Magic competitivo per via dell’evoluzione che ha preso il gioco stesso.
L’archetipo, che sarebbe l’hard control alla vecchia maniera, si basa su spell di risposta, spell di card quality/card advantage e pochissime condizioni di vittoria, da piazzare quando l’avversario ha esaurito le sue risorse o non è più in condizione di giocarle proficuamente.
MTG si è sviluppato fornendo minacce sempre più performanti, senza investire, al contempo, su spell di gestione altrettanto efficaci. In questo modo si è privilegiato un gioco di board, a scapito di un gioco di pila. Vediamo questo concetto con un semplice esempio: Counterspell è storicamente considerato uno tra i counter più forti del gioco.
Del resto, quante spell esistono che neutralizzano tutto a soli due mana? Quando noi lo giochiamo contro Liliana of the Veil siamo fortissimi. Ma, invece, quando lo dobbiamo giocare contro Ragavan, Nimble Pilferer, che costa solo un mana? In quel caso l’avversario ci domina. Quando le spell di controllo, che siano counter o rimozioni, vengono usate pedissequamente per gestire delle minacce più efficienti di loro, significa che sono strutturalmente inadeguate.
Da qui possono partire una serie di discorsi interessantissimi, come il fatto che il concetto di rimozione secca in MTG è ormai superato, o che le spell di card quality/card advantage sono spesso tenute troppo sotto controllo per evitare la ridondanza come scelta di indirizzo. Non vi annoierò ulteriormente con queste bellissime cose.
Magari ci scriverò un articolo in futuro, ma non è questa la sede. Qui mi interessa rilevare che questo Standard ci dimostra una cosa importante relativa ai formati a rotazione: può capitare che le risposte trovino il modo di correre alla pari con le minacce. In questo senso, Standard è il formato più vecchio di tutti.
Difatti, guardiamo le liste di
Spellementals. Caspita, è il Draw-Go più classico di tutti. Chiaro,
sempre aggiornato al presente, però, creature facili da proteggere come
condizione di vittoria e tutto il resto diviso tra pesca e gestione.
In questo caso le creature non sono intrinsecamente corazzate, ma diventano facili da difendere grazie al fatto che entrano sempre a sconto di mana, il che permette vari counter in risposta alle risposte. Inoltre, abbiamo Sunderflock il quale, più che essere una creatura, è una spell. Non sarebbe proprio corretto pensarlo come una wratta asimmetrica, perché in verità fa Cyclonic Rift, ma ci siamo capiti. Chiariamoci, è ovvio che questo non è un Draw-Go alla Randy Buehler classe 1998, ma la logica rimane quella. Nonostante i tempi siano cambiati.
Ancora più rappresentativo dell’archetipo è
4c Control. La sua unica bizzarria è che vinciamo di una big spell non
creatura, cioè Jeskai Revelation. È molto carino anche notare che
nella Top 8 di Cincinnati sono entrati tre tipi di Control, tutti Draw-Go, e
ognuno di essi dipinge la storia delle diverse condizioni di chiusura
dell’archetipo succedutesi nel tempo: creatura, poi big non-creature spell e,
infine, Planeswalker ( Control). A parte questa riflessione su
quale forma di controllo viene premiata ora in Standard, possiamo dire almeno
due cose sull’archetipo nel formato.
La prima è che non tutti i control
funzionano, solo i Draw-Go lo fanno, per adesso. Lessons è un
Control deck, ma sembra essere sempre più in difficoltà, nonostante qualche
ottimo risultato (e.g. al PT era in Top 8). Di Lock non si vede neanche l’ombra
e questo ci fa capire che, per ora, non sono possibili i non-blue control.
La seconda
è che i Draw-Go adesso vanno bene perché hanno trovato il modo di accelerare.
Non si tratta solo di snellire la curva di mana, ma concerne l’utilizzo di
carte come Tablet of Discovery, o la cara vecchia Ancient
Cornucopia per , che permettono di scontare indirettamente il
costo di mana delle proprie spell per farle tenere in passo con le minacce.
Anche Resonating Lute, che già non si vede più ma sono convinto
tornerà, percorre la stessa logica.
4) Aggiornamento prezzi
Aggiornamento dello Standard MOLE Index sui prezzi del formato. La distribuzione del field, comparata tra più database di tracciamento del meta delle ultime due settimane, ha restituito un campione d’analisi di 10 mazzi:
Excruciator
Landfall
Lessons
Prowess
Spellementals
Opus
Momo
Rhythm
- 4c Control
Control
La media aritmetica si alza a 358 €, mentre la mediana resistente scende a 256,5 €.
La media geometrica aumenta verso i 358,5 €, con:
- outlier inferiore costituito da
Spellementals
- outlier superiore ricoperto da
Rhythm
Il costo dello Standard rimane contenuto, ma con una crescente diversità interna. Gli deck continuano ad abbassare il prezzo di entrata del formato, mentre si alza leggermente il costo di ogni altra strategia.
La media geometrica degli altri formati presi a paragone rimane sostanzialmente invariata:
- Vintage: 31.288,42 €
- Legacy: 4.043,26 €
- Modern: 649,04 €
- Pioneer: 328,75 €
- Pauper: 77,29 €
Prendendo quindi a campione tutti i formati, lo Standard ritorna al terzo posto come formato più economico. Se si delimita il campo ai soli formati competitivi, cioè Modern, Pioneer e Standard, allora lo Standard è il formato di mezzo, ma la sua differenza col Pioneer è pressoché irrisoria.
“See You Space Cowboy”
Francesco
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