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Standard Meta Report 2026: Le Migliori Decklist da Londra a Tokyo

Highlights da Londra, Las Vegas, Tokyo e dintorni, le nuove idee in campo. Azorius Momo vince a Londra, 4c Control domina l’Asia e Selesnya Landfall è davvero il nuovo re del formato?

di Francesco Guidorizzi

calendar_checkUltima modifica:12/05/2026
scheduleTempo di lettura:12 minuti

Le Top4 Cose Da Sapere Di Standard Questa Settimana - Puntata 14

Nella settimana che va dal 04/05/2026 al 10/05/2026 il nostro formato a rotazione preferito è stato nutrito da più di un evento rilevante. Questa settimana c’è pane per i nostri denti, visto che ho voluto analizzare a mente fredda le strategie migliori viste al Pro Tour di SOS a Las Vegas (1-3 maggio), paragonandole con quanto successo nello Spotlight di Londra (9-10 maggio) e nell’RC Championship Cup Final del Giappone e Corea del Sud. In particolare, ho seguito molto dello Spotlight di Londra dal canale Twitch “Pentolebicchieri_”, dove Alessandro Colli Franzone profonde molto impegno ed energie nel fornire al pubblico un coverage degli eventi più importanti, commentato in italiano. È un ottimo prodotto che diffonde il gioco competitivo, spiegandolo e consentendo una glossatura in diretta che stimola l’analisi degli accadimenti. Consigliatissimo.

1| Spotlight Londra

Come possiamo vedere nelle statistiche a fondo pagina della TOP 16 Magic Spotlight: Secrets, la distribuzione del field al  è stata la seguente:

  • Prowess 20,7%
  • Landfall 9,0%
  • Lessons 8,6%
  • Spellementals 6,1%
  • Flash 5,8%
  • Excruciator 4,6%
  • Ouroboroid 4%
  • Rhythm 3,8%
  • 4c Control 3,8%
  • Control 3,6%
  • MonoG Landfall 2,7%
  • Others 27,2%

In Top 8 sono arrivati i seguenti mazzi nei numeri indicati:

  • 2 Prowess
  • 1 Omniscience
  • 1 MonoG Landfall
  • 1 Opus
  • 1 Discard
  • 1 Rhythm
  • 1 MOMO

Trionfa Koen de Vos con MOMO.

WINNER - Azorius Momo

di de Vos, Koen
info Valore Mazzo: da 398,79€
Esamina search

Maindeck, 60 carte

Creature (25)

  • 4 × Momo, Friendly Flier
  • 4 × Quantum Riddler
  • 4 × Sage of the Skies
  • 4 × Starfield Shepherd
  • 2 × Aang, Swift Savior
  • 2 × Cosmogrand Zenith
  • 2 × Haliya, Guided by Light
  • 2 × Nurturing Pixie
  • 1 × Gran-Gran

Instant (2)

  • 2 × Erode

Sorcery (6)

  • 4 × Daydream
  • 2 × Practiced Offense

Enchantment (2)

  • 2 × Seam Rip

Land (21)

  • 7 × Plains
  • 4 × Floodfarm Verge
  • 4 × Hallowed Fountain
  • 4 × Multiversal Passage
  • 2 × Abandoned Air Temple

Artifact (4)

  • 4 × Springleaf Drum

Sideboard (15)

  • 3 × Clarion Conqueror
  • 2 × Hide on the Ceiling
  • 2 × No More Lies
  • 2 × Pyrrhic Strike
  • 2 × Rest in Peace
  • 2 × Seam Rip
  • 1 × Disdainful Stroke
  • 1 × Spell Pierce

Partendo dall’inizio, il Metagame Breakdown e la cornice della Top parrebbero darci l’idea di un torneo molto più vario rispetto al Pro Tour della settimana scorsa. Questo non è del tutto vero. Bisogna considerare che al Pro Tour hanno partecipato 325 giocatori qualificati, mentre in questo Spotlight di Londra ce ne sono stati 605. Inoltre, non era un evento a invito come il Pro Tour. La partecipazione più diffusa e il diverso grado dell’evento sono già sufficienti a spiegare perché la categoria “Others” sia più nutrita nel torneo di Londra.

In relazione alla qualità del field, questo mi è sembrato un torneo molto più conservativo rispetto al Pro Tour. Ciò è solitamente normale. Le scelte dei giocatori di Londra si sono spostate verso un orizzonte più tradizionale, che vede mazzi come Excruciator e Tempo più presenti rispetto al PT. I grossi consolidamenti li possiamo vedere in Landfall, che sale molto prendendo il posto di MonoG Landfall, e Ouroboroid, rilevantemente rappresentato.

Il primo ci fa capire che i player hanno ritenuto migliore una certa malleabilità in main e un’apertura di side superiore rispetto alla versione MonoG, intrinsecamente più solida; il secondo è un chiaro innesto basato sulla fiducia che Ouroboroid potesse replicare il buon risultato del PT precedente. Poi, mazzi base Rhythm e 4c Control prendono i posti che nel PT occupavano i più sperimentali Maestro e Midrange: indice di un approccio prudente al torneo. Infine molte conferme, come Prowess al vertice della popolarità, e microassestamenti non sostanziali, come l’inversione partecipativa di Lessons e Spellementals.

2| Analisi dello Spotlight di Londra

Poche scoperte, come detto, ma tante rassicurazioni. Una banalità consiste nel fatto che il bianco si accoppia proficuamente col verde e gli dona una flessibilità in grado di stracompensare la perdita di solidità del monocolore. Dyadrine, Synthesis Amalgam è una carta splendida per correggere lo svantaggio carte di MonoG e alimenta anche il board state a certe condizioni. Erode si presta veramente bene alle meccaniche landfall per la possibilità di bersagliare il proprio campo. Inoltre risponde eccellentemente a creature che in un turno diventano enormi e vogliono attaccarci. In side, contare su Rest in Peace e Voice of Victory aiuta molto a prendersi il proprio tempo per mettersi in condizione di vittoria, mentre l’avversario deve reagire all’hate mirata.

Voice of Victory
Prezzo da 22,53€

Aver detto queste cose lapalissiane serve solo a veicolare un concetto: mentre, fino a poco tempo fa, se si poteva scegliere tra più versioni di un mazzo si sceglieva quella più solida, ora non è più così. Nello Standard attuale, la sempre crescente diversità strategica porta a dare un nuovo valore alla flessibilità. Così, tra MonoG Landfall e Landfall, i giocatori tendono a orientarsi verso il secondo. Lo stesso vale per tutto, e.g. MOMO White che diventa MOMO, o Omniscience che diventa Omniscience, ecc.

Non scriverò altre cose del genere per altri archetipi, perché una volta individuato il concetto di fondo risulterebbe un ribadire l’ovvio. Ricordiamoci tutti il principio: visto che la concentrazione strategica porta alla solidità nel deckbuilding e, viceversa, la diluizione strategica lo porta alla flessibilità, ora siamo in un tracciato che ci orienta sempre più verso il secondo senso.

Però, a noi che piacciono gli outsider e la poesia dell’inaspettato, qualcosa di fresco a Londra è accaduto. Intanto abbiamo un bel mazzo Allies al nono posto, pilotato eccellentemente da Yann-Guillaume. Ricordatevi: sono i giocatori che vincono, non i mazzi. Il deck ha una forte base , alla quale fanno da appoggio. Tra tutti i colori il rosso è il meno rilevante. Può essere usato giusto per un’attivata di Earthen Ally. Penso sia una mossa che nessuno vorrebbe mai fare, a meno di non trovarsi senza null’altro da poter proporre. Il nero, invece, risulta rilevante su pezzi specifici come Mai, Scornful Striker, inseriti per rispondere ad archetipi precisi.

Il cuore del mazzo rimane un tribale con qualche lacrima toolbox costituita da Celestial Reunion e una possibile linea di recursion offerta da Boiling Rock Rioter. Quest’ultima può essere incrementata post side. La via principale è comunque piazzare tanti alleati che interagiscono l’uno con l’altro e poi Aang, at the Crossroads, che decide il Turno Fondamentale, se non ci sono già riusciti prima gli altri suoi amici.

È molto interessante vederlo al nono posto perché questo non è un mazzo recente, bensì è il secondo mazzo monoespansione nato con Avatar. L’altro è Lessons. Il fatto che si sia sempre visto poco e non abbia fatto né splendidi né pessimi risultati prima potrebbe essere un altro indicatore dello stato di attuale iperliquidità del formato, che rende possibile giocarsela con questo tipo di mazzi estremamente complessi. Per gli amanti del deckbuilding, guardatevi 5c Allies: è proprio una bella costruzione.

Anche all’interno della Top ci sono state interpretazioni novelle. Opus potrebbe essere il millesimo volto di nel formato, in aggiunta a tutti gli altri. Al suo interno trova posto per il caro Molten-Core Maestro e l’impensabile Snar, Unfinished Genius. Bisogna rilevare che Colorstorm Stallion è una carta che funziona. Non lo dico a cuor leggero, perché è una di quelle carte che, ogni volta che la leggo, penso: “sì, è forte, ma...”. Tuttavia, i fatti sono più duri delle opinioni, e alla prova dell’esperienza questo cavallino ha passato l’esame.

Bisogna dire che la carta performa molto bene in questa nuova lista pensata per ottimizzarla, ma non ha brillato quando è stata inserita in liste classiche di Prowess. Non ha fatto neanche schifo, intendiamoci. Semplicemente non ha segnato un vantaggio rilevante rispetto alle brew che non lo comprendevano nello stesso archetipo, dati alla mano.

Infine Omniscience e Discard. Del primo c’è poco da dire: è un Kona-cose deck. Per me, ogni volta che funziona è per forza una marcatura da rilevare. Tuttavia, il funzionamento è sempre lo stesso che ormai abbiamo imparato a conoscere. Quanto è bello poter trovare un modo funzionale di far innescare la nostra Pelosona in soccorso? Porta sempre tanta allegria in questo duro mondo competitivo.

Sul secondo deck citato, Discard, si dice grazie alle nuove Practiced Offense e, soprattutto, Hardened Academic. SOS ha permesso di arrivare a questo più recente punto d’approdo per un mazzo che, all’inizio del suo viaggio, era solo una versione alternativa di Lessons dove il nero si sostituiva al blu.

3| Analisi da RC Giappone e Sud Corea

L’interpretazione del gioco orientale stupisce sempre. In questo caso, l’RC Standard | チャンピオンズカップファイナル Champions Cup Final disputato in contemporanea allo Spotlight di Londra, al Tokyo Portcity Takeshiba Office Tower, ci riporta un dominio dell’archetipo control. Il torneo viene vinto da Keiichiro Matsumoto, che salutiamo con rispetto, e il mazzo on the top è 4c Control. In Top 8 troviamo ben 5 archetipi control: 1 4c Control, 2 Control, 2 Spellementals. Gli altri tre rimasti sono stati Tempo, Momo e Ouroboroid.

WINNER - W U B R Control

di Matsumoto, Keiichiro
info Valore Mazzo: da 322,80€
Esamina search

Maindeck, 60 carte

Instant (22)

  • 4 × Jeskai Revelation
  • 3 × Inevitable Defeat
  • 2 × Consult the Star Charts
  • 2 × Flashback
  • 2 × Lightning Helix
  • 2 × No More Lies
  • 2 × Sear
  • 2 × Swallowed by Leviathan
  • 1 × Erode
  • 1 × Fire Magic
  • 1 × Traumatic Critique

Sorcery (7)

  • 4 × Stock Up
  • 1 × Day of Judgment
  • 1 × Ill-Timed Explosion
  • 1 × Pyroclasm

Land (27)

  • 4 × Great Hall of the Biblioplex
  • 4 × Steam Vents
  • 3 × Hallowed Fountain
  • 2 × Gloomlake Verge
  • 2 × Mistrise Village
  • 2 × Sacred Foundry
  • 2 × Shattered Sanctum
  • 1 × Cori Mountain Monastery
  • 1 × Godless Shrine
  • 1 × Meticulous Archive
  • 1 × Multiversal Passage
  • 1 × Plains
  • 1 × Stormcarved Coast
  • 1 × Sunbillow Verge
  • 1 × Sundown Pass

Artifact (4)

  • 4 × Tablet of Discovery

Sideboard (15)

  • 2 × Emeritus of Ideation
  • 2 × Flashfreeze
  • 2 × High Noon
  • 2 × Pyroclasm
  • 2 × Rest in Peace
  • 1 × Annul
  • 1 × Disdainful Stroke
  • 1 × Erode
  • 1 × Ultima
  • 1 × Wan Shi Tong, Librarian

Molto curato il deckbuilding di Keiichiro Matsumoto, che reinterpreta l’archetipo alleggerendo il mazzo. Il comparto sorcery comprende i 4 Stock Up di rito, ma sole tre wratte: Day of Judgement, Ill-Timed Explosion e Pyroclasm. Quindi due costi 4 e un costo 2. Nulla di massiccio e stretto nel timing. Ottima Ill-Timed Explosion, inserita come cura dimagrante del comparto. Aumenta anche il looting del mazzo. Quest’ultima meccanica guadagna anche un Traumatic Critique direttamente in main deck. Carta versatilissima che un control può usare in svariate dimensioni, compreso come condizione di chiusura.

Sulle win-con, Keiichiro inserisce solo 4 copie di Jeskai Revelation. Quindi le condizioni di vittoria diventano 4+1, con poca varianza. Il giocatore non si affida a più condizioni diversificate e distribuite per la curva: sceglie solo la migliore. Bisogna dire che questa Jeskai Revelation in 4x è stata sempre evitata nelle liste dei tornei americani ed europei per via del suo Valore di Mana molto alto. Ed ecco la soluzione di Keiichiro: giocare quattro nuove Tablet of Discovery che, oltre a corroborare il vantaggio carte, offrono un ramp non indifferente. Aiutano anche ad accelerare l’intero mazzo con riguardo ai costi di mana non specifici. A completare il quadro delle innovazioni, due copie di Flashback, che in un mazzo così snello hanno tutto un altro valore. Infine, l’istantaneo Swallowed by Leviathan al posto di Three Steps Ahead. Nella realtà del deck è un hardcounter in grado di gestire la cima, ingrassando il cimitero. Tutto il resto, tra main e side, è piuttosto canonico.

Altre cose belle da citare, fuori dall’archetipo control, ci sono state. Entrano in campo alcune idee di cui avevamo parlato nei numeri precedenti di questa rubrica. Tra tutte, Yusuke Takaoka si piazza alla posizione 21 con un ottimo Aggro che sostanzialmente è un MonoR modificato per integrare in main Colorstorm Stallion, Scalding Viper e il nostro carissimo Vibrant Outburst. Ottimo mazzo. Molto economico e molto efficace, nonché finto Izzet perché, in realtà, è MonoR con lacrime blu.

Bisogna dire, comunque, che questi risultati sono anche basati su un Metagame Breakdown a prima vista differente. Nel torneo asiatico il mazzo più portato è stato Landfall. Prowess subito dopo, anche se Prowess sarebbe in percentuale superiore se unissimo le liste alle liste basate sulla stessa meccanica. Lessons è stato portato solo dal 2,6% dei giocatori. Sembra che il control classico, in questo RC, abbia sostanzialmente aggredito la posizione di Lessons e, in parte, quella di Spellementals.

Da questo punto di vista alternativo, la distribuzione del field asiatica rispetto a quella occidentale non si differenzia troppo. Sempre in quest’ottica, la vera divergenza che appare sarebbe che nel paese del Sol Levante si preferiscono linee di gioco più classiche (e.g. control draw-go rispetto a Lessons) a discapito dei mazzi incentrati su meccaniche alternative (e.g. Landfall, se volessimo avere una base aggro con combo sul board state, invece che Discard che, alla fine, è un aggro con microcombo sul board state).

4| Rianalizziamo il PT di SOS alla luce dei nuovi due tornei

La prima cosa che possiamo imparare, come già in parte detto al punto 1, è che le nuove risorse del bianco si innestano alla grande sulle basi verdi e questo porta a un Landfall che risponde meglio agli deck. I due poli di confronto vs G cub decks continuano ad affrontarsi. Il primo si dipana in molteplici strategie differenti, ognuna con le sue complessità. Il secondo inserisce il bianco, perdendo solidità e guadagnando interazioni. In questa guerra, la battaglia la sta vincendo . Un po’ per le nuove risposte come Erode, che sono dipinte sul mazzo, un po’ perché gli deck sono talmente tanti che sono costretti a settarsi anche per vincere i mirror tra loro. Per fare un esempio, quando gli tolgono Elusive Otter dalle build a base Prowess per migliorare il mirror match, peggiorano il loro tasso di win rate contro i mazzi Landfall.

Erode
Prezzo da 9,30€

La seconda cosa che ci viene trasferita è che, a volte, per avere prestazioni eccellenti basta cambiare l’ordine degli addendi. È quanto successo al PT per Ouroboroid, che è sostanzialmente un mazzo Rhythm con la side invertita alla main, previa un’evidente lettura di meta che considerava come la minaccia più ricorrente.

La terza cosa rilevante è che, nonostante i grandi poli di rappresentanza, in un formato così aperto e bilanciato funziona quasi tutto e anche questo resto, se affinato, può portare a performance migliori dei re del ballo. Excruciator e Tempo (o Prison, se preferite), insieme a 4c Control, hanno sorpreso con risultati migliori del previsto. Persino le nuove linee di Discard reclamano il loro posto al tavolo.

L’ultima cosa con cui dobbiamo fare i conti è una lezione quasi filosofica sullo Standard. Il formato vive attualmente con una contraddizione interna. Una parte dei giocatori competitivi vede il suo futuro nell’efficientamento continuo di linee di gioco “tradizionali”; un’altra parte cerca di romperlo puntando su nuove linee di gioco sperimentali. Nessuno dei due schieramenti, conservatori e progressisti, domina sull’altro. Questa aporia, però, è positiva, perché è indice indiretto di un bilanciamento di gioco che si trasferisce dalle carte alle skill dei player. Chi è bravissimo nel deckbuilding e meno brillante nel gioco attivo (ma stiamo comunque parlando di altissimi livelli) può dire sempre la sua, e viceversa.

Questo complica estremamente la lettura del formato ai fini della preparazione torneistica, siamo d’accordo, ma ne alza enormemente il valore tecnico. Inoltre, avere previsioni del Metashare sempre chiare e limpide non è un diritto, è un privilegio. Senza contare che, solitamente, più sono chiare, più c’è qualche sbilanciamento strategico che rende possibile vedere nel futuro. Perché solo a parità di condizioni il destino è totalmente oscuro.

Questo ci porta a un’altra riflessione sul competitivo. È presto rivelata un’altra contraddizione in termini. Si vuole sempre un formato che tende al bilanciamento tra colori e archetipi, in modo da non avere problemi evidenti di polarizzazione del meta (in Standard gli esempi più recenti sono stati prima l’hard asset di MonoR e poi i Vivi decks). Tuttavia, allo stesso tempo, si vuole un metagame abbastanza prevedibile da non sentirsi completamente in mano alla sorte nelle scelte di main e side. Ciò che non si considera mai è che più raggiungiamo il primo obiettivo, più ci allontaniamo dal secondo.

Il che si traduce nella volontà di avere un formato “abbastanza bilanciato da non sembrare chiaramente viziato e abbastanza chiuso da non essere imprevedibile”. Insomma, un formato a concorrenza limitata, e questo è un vicolo cieco logico, perché significa che il modus competitivo del gioco con cui ci troviamo più a nostro agio è quello che comprende un “vizio di formato accettabile” in grado di stabilizzarlo. Il problema è che nessuno di noi può definire quale sia un “vizio accettabile” per tutti e che, quando c’è un difetto d’equilibrio, questo tende a collassare o a risolversi. Nessun uomo può rimanere per sempre in equilibrio su una gamba. La cosa più importante che ci sta insegnando lo Standard di adesso è che dobbiamo ripensare non il competitivo, ma come interpretare il competitivo.

“See You Space Cowboy”

Francesco

Scritto da Francesco Guidorizzi Giocatore e fondatore di MOLE Project. Da anni organizza tornei e scrive di teoria del gioco con un approccio alternativo, per un competitivo sano.