
Hey Boys & Girls, visto che il 24/05/2026 ho organizzato un torneo del nostro gioco di carte preferito, adesso vi beccate una bella retrospettiva del TO piena di suspense, dati di gioco, analisi del torneo e qualche easter egg concettuale.
Domenica scorsa si è tenuto il secondo Destination Qualifier di MOLE dell’anno 2026. Qualificava i primi quattro giocatori al Regional Championship di Ghent (9-11 Ottobre 2026). L’RC di Ghent appena citato, a sua volta, qualificherà i suoi top players ai tornei cartacei più prestigiosi di MTG, cioè World Championship e Pro Tour.
Non solo. Questo MOLE Destination Qualifier era anche un Premier EUL Event. L’European Unity League (EUL) è un circuito competitivo europeo, privato e indipendente, che qualifica i giocatori ai suoi tornei apicali, cioè i Nazionali dei vari stati e l’Europeo, tramite un sistema misto di punti e qualifiche dirette.
Oltre a questo papiro di qualificazioni, agli altri premi attribuiti alla top 16 e al moltiplicatore EUL più alto possibile, ho pensato di commissionare una coppa celebrativa della giornata per il campione del torneo.
Questo era il piatto, ora occupiamoci del gioco.
Il formato scelto per il torneo, a questo giro di boa, è stato il Modern. L’evento è uno dei primi tornei cartacei a cui si può guardare per registrare la formazione di un nuovo metagame post Banned and Restricted Announcement. Appena cinque giorni prima del Destination, infatti, il Modern è stato toccato da due ban e due unban. Phlage, Titan of Fire's Fury e Lotus Field ci salutano e rientrano dalla porta di servizio Violent Outburst assieme a Umezawa's Jitte.
Dopo questo cambiamento, il Modern subisce un restringimento significativo nel numero di giocatori attivi. È probabile che questo fenomeno sia in parte fisiologico. Del resto, questi cambiamenti hanno penetrato trasversalmente le decklist di Boros Energy, Jeskai Blink, Amulet Titan e 5c Domain. I giocatori che si affidavano principalmente a quei deck devono ancora capire come modificare i propri archetipi, o cosa montare al loro posto in un meta indefinito.
Nelle nubi di queste scelte ancora fumose, vediamo cosa ci dice di piccante questo MOLE Destination Qualifier – Premier EUL. La distribuzione del field è stata la seguente:
Affinity 10,3%
Goryo
Prowess
- Living End
- Broodscale Combo
- Eldrazi Tron
Ritual 5,2%
Rhinos 3,4%
Ruby Storm 3,4%
- Amulet Titan 3,4%
Ponza 3,4%
- Others 36,4%
La categoria Others racchiude tutti i mazzi portati dai giocatori che non raggiungono il 3% di metashare. Costituendo più di un terzo della distribuzione del field in un torneo competitivo, risulta un primo dato significativo. Una parte sostanziale dei giocatori ha deciso di giocare fuori dal meta precedente il ban, invece che provare a rinnovarlo. Un’altra parte del meta ha, invece, optato per sfruttare lo svincolo di Violent Outburst aggiornando Living End, o rimontando Rhinos.
Living End
Sorcery
Suspend 3—
Each player exiles all creature cards from their graveyard, then sacrifices all creatures they control, then puts all cards they exiled this way onto the battlefield.
Tuttavia, questa minoranza significativa ha avuto la winrate più bassa in assoluto rispetto al resto del field. Molto interessante notare come tra i due, proprio quello che doveva essere il favorito, cioè Living End, è andato peggio. Ecco il tasso di winrate della sola svizzera per i mazzi più partecipati:
- Broodscale Combo 75%
Prowess 57,4%
Ruby Storm 50%
Ponza 50%
Goryo 48,3%
Ritual 47,2%
- Eldrazi Tron 41,7%
Affinity 44,8%
- Amulet Titan 41,7%
Rhinos 40%
- Living End 29,4%
La lettura migliore è stata quella dei giocatori che hanno optato per Broodscale Combo. Un mazzo che è uscito intonso da questo giro di ban e che partiva con tre vantaggi. In primo luogo, ha il pacchetto carte di selezione più efficiente del formato (Malevolent Rumble, Ancient Stirrings e, per chi la gioca, Traverse the Ulvenwald).
In secondo luogo, è probabilmente il mazzo che riesce a ottimizzare meglio Kozilek's Command e, infine, oltre a vivere di una combo due carte liscia (Basking Broodscale e Blade of the Bloodchief) possiede alternative di chiusura molto dinamiche costituite da Glaring Fleshraker e, alle volte, da Walking Ballista. Un mazzo del genere concentra la sua difficoltà di gioco nel sapere quando fare card quality, rispetto a quando piazzare minacce.
Nello scenario post ban era il mazzo che, da una parte, non richiedeva alcuna variazione del play pattern, dall’altra, consentiva più facilmente l’accesso a un unfair vantage difficilmente arginabile. Si potrebbe pensare che ad alzare la winrate del mazzo abbia contribuito anche la fortuna. Goryo è stato molto presente nel metashare e questo per Broodscale Combo è teoricamente positivo.
Infatti, può sfruttare benissimo l’ultima modalità di Kozilek's Command per fare graveyard hate sui bersagli di Goryo. Tuttavia, alla prova dei fatti, c’è stato durante il torneo solo un match di accoppiamento tra i due mazzi ed è finito in parità. Quindi la sorte ha contribuito ben poco al suo risultato.
Altra questione interessante è una presenza non trascurabile di Amulet Titan. Un deck fortissimo, ma non troppo popolare negli ultimi tempi e toccato dal ban di Lotus Field, anche se in maniera blanda. Non ha comunque performato bene. Nessuna conversione in top e poche vittorie negli abbinamenti di svizzera.
Curiosità atipica che non so bene come valutare: Amulet Titan ha riportato il 75% delle proprie vittorie contro mazzi che sono stati upgradati o downgradati dal banlist update (Living End, Rhinos e gli Energy deck senza Phlage, Titan of Fire's Fury). Mentre, invece, l’85% delle sconfitte le ha subite da mazzi graziati dal ban.
Potrebbe essere un elemento di prova pratico per supporre che Amulet Titan sia l’archetipo meno intaccato dal recente cambio del formato, tra i depotenziati.
Indicativa, anche, la partecipazione e la winrate di Prowess. I giocatori che hanno fatto questa lettura hanno performato meno delle aspettative, ma hanno ragionato bene. Un mazzo solido e lineare, senza nessuna emorragia di carte, che fa il suo lavoro e che acquista sempre ottime risorse. Inoltre, se bisogna giocare una base
si può guardare a quello, Affinity o Ruby Storm.
Tuttavia, contro Affinity è legittimo aspettarsi che i giocatori integrino un forte piano contro le spell a 0, visto che il mazzo è molto presente; e infatti questo torneo lo vince Affinity, ma la sua performance ratio è stata mediocre. Ruby Storm, invece, ha i matchup migliori contro i Blink deck. Questi ultimi, però, sono una categoria di mazzi il cui dominante, Jeskai Blink, è stato distrutto dalla rimozione di Phlage, Titan of Fire's Fury.
Quindi era legittimo aspettarsi una bassissima rappresentanza della categoria. Questo argomento, però, può essere usato anche al contrario. Infatti, Phlage, Titan of Fire's Fury ha fatto anche sparire dai radar un mazzo già in discesa, cioè Domain Aggro. Ruby Storm aveva un matchup pessimo da Domain Aggro e quindi sarebbe stato giusto portarlo.
La verità è che in un meta imprecisato Prowess, cioè un mazzo proattivo, dà più sicurezza statistica rispetto a un combo lineare contro il quale è molto semplice settarsi e che vede aumentare le risorse giocabili in grado di impedire ai giocatori di giocare più di una spell a turno. Penso che tutti questi elementi dovessero indirizzare i giocatori verso la scelta di
Prowess che ha un unico problema: qualsiasi Power Play degli altri mazzi Modern è più forte.
Si crea la situazione paradossale in cui Prowess diventa uno dei mazzi più fair del formato. Proprio per questo non ha brillato, anche se la sua Performance Ratio è stata dell’11% superiore al resto del meta.
Proprio la Performance Ratio è una metrica che non viene quasi mai fornita ai giocatori, eppure la trovo una tra le più rilevanti per capire come si comporta un certo deck e quanto è merito del suo giocatore. Facciamo un veloce esempio riportando la top 8 dei mazzi vincenti, la loro winrate (questa volta comprensiva di svizzera e playoff) e la Performance Ratio:
- Decio Sacco
Affinity / Winrate 50% / 0%
- Milos Mrkic
Ponza / Winrate 53,3% / +6%
- Marcio Fodi Broodscale Combo / Winrate 72,5% / +45%
- Niccolò Possati
Yawgmoth / Winrate 68,8% / +38%
- Simone Crivellin
Goryo / Winrate 46,7% / -7%
- Lorenzo Simeoni
Blink / Winrate 71,4% / +43%
- Pietro Maria Oltolina
Prowess / Winrate 55,4% / +11%
- Riccardo Puglia Blue Moon / Winrate 64,3% / +29%
Qui la valutazione più interessante è che il giocatore in prima posizione e quello in quinta hanno conseguito un ottimo risultato durante il torneo, nonostante l’insieme dei loro mazzi abbiano avuto una performance neutrale o negativa. Questo ci permette di ricordare due importanti lezioni di questo bellissimo gioco. La prima è che i tornei li vincono i giocatori, non i mazzi.
Decio Sacco, prima posizione, e Simone Crivellin, quinta posizione, non hanno raggiunto quei risultati perché i loro mazzi erano piazzati bene in questo specifico torneo, ma perché li hanno saputi giocare con maestria nonostante partissero svantaggiati. Netdeckare le loro liste credendo che siano state intrinsecamente le più forti sarebbe un errore logico. Sotto quel punto di vista, qualsiasi mazzo del resto della top è migliore.
Entrambi i giocatori appartengono al Team competitivo Trecani, che non perde occasione di dimostrare la sua qualità di gioco e di pensiero.
Il secondo importante insegnamento è che il gioco non è solo matematica. Io mi diletto sempre a fare analisi statistiche avanzate e interpretarne dei dati. È molto utile per avere degli elementi di prova basati sulla logica, con un alto valore di certezza. Tuttavia, non si può ridurre la filosofia del gioco alla filosofia dell’aritmetica.
Un giocatore che si trova a suo agio e si prepara con un mazzo svantaggiato rispetto alla media del meta può tranquillamente colmare le distanze e superare un giocatore che sceglie un mazzo piazzato ottimamente, ma senza lo stesso allenamento alle spalle. Per esempio, Pietro Maria Otolina o Milos Mrkic pilotavano due mazzi la cui performance ratio era estremamente contenuta, anche se positiva.
Eppure hanno convertito in top passando davanti agli altri mazzi presenti in sala, come Broodscale Combo, che riportano tassi di vantaggio estremamente più rilevanti. Come sempre, in Magic, conta molto avere lo strumento migliore, ma vale allo stesso modo saperlo usare.
Questo tema mi sta particolarmente caro. Lo uso spesso in molteplici occasioni. Per dirne una, quando insegno ai nuovi giocatori come approcciarsi a MTG mi viene spesso chiesto: “qual è il formato più bello?”. Questa domanda sembra innocua, ma, in verità, è profondissima.
Se non la riduciamo al mero gusto personale, e cioè “il formato più bello è quello che mi piace di più”, allora la domanda si deve leggere come “qual è il formato più sano?” cioè quel formato dove tutti possono vincere impegnandosi, senza che la maggior parte delle partite sia decisa da un tiro di dado. Ovvero l’equità distributiva della vittoria a pari condizioni.
Non dirò qui quale penso sia il formato attualmente migliore in Magic, ma è noto come io trovi povere e banali le argomentazioni che si danno di solito per rispondere a questa domanda. “È il formato più bilanciato... il più economico... quello con un meta più stabile... quello in cui ci sono due o tre tier1 e basta... ecc.”. La risposta che solitamente do io è che “il formato più bello di Magic: The Gathering è quello in cui il fattore che pesa di più sulla vittoria è l’abilità del giocatore in partita”.
Dentro questa risposta rientra tutto. Tutti i discorsi sul bilanciamento dei colori, sul power level, sul tasso di variabilità del meta, ecc. Ci dice tutto, ed è così semplice.
Tornando al torneo, le prime tre carte più utilizzate sono state Consign to Memory, Mystical Dispute e Force of Negation. Questo elemento sta a significare che i giocatori sentono il bisogno di avere strumenti efficienti e veloci per bloccare una linea avversaria o proteggere la propria, qualsiasi strategia si utilizzi. Non significa, ovviamente, che tutti i mazzi le giochino.
Significa che tutti i giocatori sono preparati o a fermare una brusca accelerazione, o a vincere tramite una brusca accelerazione, o ad aspettarsi di essere bloccati nel momento in cui iniziano a velocizzare l’arrivo del Turno Fondamentale e vogliono rispondere all’ostacolo (Mystical Dispute). Se ne ricava che il formato, come è noto, tende a strappare i tempi di gioco. Questo inevitabilmente sviluppa alcune skill.
Fa sì che alcune scelte, come quella del keep, debbano essere più curate rispetto ad altri lidi. Oppure premia una lettura della risposta accurata nonostante il tapped out dell’opponent. Ma fa anche sì che il formato tenda a una dipendenza maggiore dal tiro di dado e dalla qualità del mulligan. Lati negativi e lati positivi. Il bilancio lo si lascia ai lettori.
Insieme al resto delle opinioni, di seguito vi lascio la decklist del vincitore e qui invece avete la Top 8 del torneo.
Vorrei proseguire l’articolo con qualche nota di colore su due spicy list. Mi riferisco al Blue Moon di Riccardo Puglia e Grixis Reanimator di Andrea Incerti. Due mazzi che hanno performato molto bene e vengono da lontano. Blue Moon, un control alla vecchia maniera, che però è cambiato molto. A inizio anno scorso giocava ancora con il core composto da Blood Moon e Chalice of the Void per impaccare ogni piano avversario.
Insieme a questo, integrava giocate di rallentamento vecchio stile come Fire // Ice per tappare terra nell’upkeep avversario dei primi turni. Giocata che a sua volta deriva dalla stessa azione applicata con Gigadrowse anni prima. Tutte cose che ora non esistono più. Puglia fa una lista molto più snella, dove permane solo una Blood Moon in main. Sembra quasi un altro mazzo. Ma veramente un bel gioco di stile e lavoro di deckbuilding.
Apprezzatissima l’integrazione in main di nuove carte come Traumatic Critique, molto chiacchierata anche in Standard.
Per quanto riguarda Grixis Reanimator, è sempre bello vedere questo tipo di mazzi nel formato perché seguono un play pattern veramente diverso dal resto. Non è scontato sapere quando utilizzare il looting con vantaggio e sono molto godibili i trick di risposta che il mazzo può avere all’hate specifico. Ad esempio, rispondere alla Surgical Extraction di opponent lanciata sul nostro Archon of Cruelty esiliandolo con l’ultima attivata di Psychic Frog.
Molto gustose anche le due Force of Despair di side che strappano una wratta asimmetrica sempre gradita. Lascio qui la lista, insieme ai nostri complimenti.
Per chiudere in sfarzo, ho costruito il match up matrix degli 11 mazzi più rappresentati. Poi ho cancellato tutti i risultati ottenuti e ho tenuto solo quelli in cui un mazzo si è presentato come predatore di un altro. Predatore significa che ha ottenuto il 100% dei match vinti, o quasi, ogni volta che i due deck si sono incontrati, nonostante le operazioni di side. Ho escluso tutti i sample costituiti da un solo match, dai quali non si possono trarre conclusioni statistiche significative, le partite pareggiate e i mirror match.

Termina qui questa retrospettiva del TO sul torneo. Ricordatevi di controllare la vostra posizione in classifica EUL per verificare che i vostri punti siano stati correttamente attribuiti. Per chi ancora non conoscesse il circuito, è valido. Andate nei vostri WPN Store di fiducia e chiedetegli di offrirvi tornei del circuito European Unity League, che partono dai semplici local e arrivano fino all’Europeo di fine stagione.
È stato molto bello.
See you Space Cowboy
Francesco