menu Logo

STANDARD| Analisi RC Torino, Mazzi Vincenti e Movimenti di Mercato

Le Top4 Cose Da Sapere Di Standard Questa Settimana.

di Francesco Guidorizzi

calendar_checkUltima modifica:18/03/2026
scheduleTempo di lettura:11 minuti

Quella tra il 9 ed il 15 marzo 2026 è una settimana post tornei di grande rilievo. Sottoporremo le previsioni della settimana scorsa alla prova della realtà storica, disquisiremo delle performance dei vari archetipi e faremo un focus tagliente sugli emergenti. Il numero si chiuderà con il consueto aggiornamento quindicinale sui prezzi del formato.

1|Verifica della previsione del metagame

L’RC Torino (6-8 Marzo) è ormai alle spalle. È stato un grande torneo, molto sentito dalla comunity. Hanno partecipato al torneo 1025 giocatori qualificati e il meta è stato molto variegato. La settimana scorsa è uscita un’edizione speciale di questa rubrica, straordinariamente di giovedì. In essa è stata inclusa la mia previsione del metagame breakdown per orientare i giocatori nel torneo. È ora della prova dei fatti. Vediamo se il pronostico era valido. Tra i Tier1 al day 1 dell’RC di Torino si sono presentati Izzet Prowess con un metashare del 16%, Izzet Lessons con un 15% e MonoG Landfall con un 11%. Per un totale dei Tier1 distribuiti in sala del 42%. Nella previsione avevo indicato esattamente questi mazzi e ne ho azzeccato anche l’ordine. Tuttavia, mi sarei aspettato numeri molto simili, se non identici, degli ultimi due mazzi e un Izzet Prowess più distaccato. Infatti ho scritto che Izzet Prowess sarebbe stato più frequente di circa il 5% rispetto a entrambi gli altri Tier1. Invece, lo è stato sono con rispetto a MonoG Landfall, mentre si è verificato un distacco molto più corto, di un solo punto percentuale, nei riguardi di Izzet Lessons. Inoltre, c’è stato uno scostamento, se pur minimo, tra il numero totale dei Tier1 previsti (massimo il 40%) e il numero verificato (42%). La previsione, quindi, da un lato è stata totalmente precisa (100%) nell’individuare i mazzi di fascia coinvolti, nell’ipotizzare il corretto sequencing del Metagame e nella forbice di distanza tra il primo e l’ultimo mazzo dei Tier1; dall’altro ha fatto un 5% di errore nella distribuzione del field dedicato all’insieme dei tier1. Inoltre il meta si è dimostrato più evoluto di quello che pensavo. L’accorciamento del gap tra Izzet Lessons e Prowess ha indicato un meta più maturo e meno sperimentale di quanto era lecito credere. Significa che i players hanno optato per strategie più duttili del previsto, a discapito di quelle aggressive. Questo è un segno che indica la possibilità di ragionare un gioco di risposta vantaggioso contro l’approccio pro-attivo, che è sempre più sensato quando la distribuzione del field è totalmente imprevedibile. La media di errore totate su tutti gli indicatori dei Tier1 rispetto alla previsione è stata del 3,4%.

Passando ai Tier1.5 e 2 emergenti:  {X} Elementals finisce in Others, validando la mia previsione di una bassa percentuale di scelta. Inquadrato bene anche Spellementals che arriva esattamente al 5% del metashare (anche se si riteneva probabile lo scavalco in positivo di questa frequenza). Regolare presenza diffusa di Midrange (9%), con le puntualizzazioni analitiche offerte nell’articolo precedente, e appropriata l’indicazione di Tempo più presente di Tempo. Tempo che si attesta a un buon 3% aderendo alla mia visione in sede abduttiva. Infine, Monument arriva a scavalcare di poco il 3%, mentre Boros Dragons si ferma a poco meno del 2% del campo di sala, ricalcando entrambi la previsione che li vedeva portati con una frequenza compresa tra il 3 e il 5%. La media di errore totate su tutti gli indicatori dei Tier1.5 e 2 innovativi rispetto alla previsione è stata dello 0%. Ricordo che è stato incluso in questa categoria con riferimento alle nuove brew tempo che includono anche le carte di TMNT. Queste costituiscono mazzi strutturalmente diversi dalle precedenti versioni midrange, anche se vengono ancora accorpati insieme nelle analisi statistiche. Tale meccanismo è un errore concettuale di analisi del gioco, che qui non si è voluto fare.

Continuando con i Tier1.5 e 2 tradizionaliDimir Excruciator ha ottenuto il 5% di presenze, ugualmente ai mazzi {X} Rhythm (di cui un 4% era composto solo dalla versione , senza altri splash colorati). Avevo ipotizzato che entrambi i mazzi avrebbero ottenuto un metashare compreso tra il 3% e il 6%, se i giocatori fossero stati più conservativi, mentre si sarebbero posizionati in flessione tra il 2% e il 4%, se i players fossero stati più innovativi. Delle due si è concretizzata la prima ipotesi, come dimostrato dalla distribuzione dei Tier1. Su MonoR, invece, sono caduto in un lieve eccesso di prudenza. Avevo supposto che si fermasse in un orizzonte compreso tra il 2% e il 2,5%, invece è arrivato al 3%. Paccheri! Avrei dovuto scrivere dal 2% e il 3%. Oh pescetti! Mi è andata male. La media di errore totate su tutti gli indicatori dei Tier1.5 e 2 tradizionali rispetto alla previsione è stata del 6,7%.

In ultimo i mazzi Tier3 inaspettati: Questa parte è estremamente difficile, perché si gioca con una variabilità elevatissima. Per questo è arduo stimarne un errore percentuale complessivo, e, forse, di poco significato. Posso dire che per tutti i mazzi in questa categoria si è ipotizzato una partecipazione che non sarebbe arrivata al 3% cadauno e così è stato. Avevo additato 10 possibili mazzi da includere in questa categoria e, di quelli, ne sono stati portati 8. Non è stato incluso nella previsione Esper Pixie; shout out per Estratti che, oltre ad aver giocato benissimo un mazzo per nulla piazzato bene, è andato di molto oltre ogni mio talento divinatorio. Felice, però, di aver colto la lettura di Mono White che, anzi, ho sottostimato di uno 0,5%. La media di errore totale su tutti gli indicatori dei Tier3 rispetto alla previsione è stata circa del 20%. Sono soddisfatto perché significa che ho centrato quasi l’80% del sottobosco; il posto in cui, di solito, permane la più copiosa oscurità di visione. L’errore complessivo della mia lettura del meta per l’RC di Torino è stato del 7,5%. La previsione si è dimostrata corretta per il 92,5% e questo è il valore che è stato dato ai giocatori che l’hanno letta prima di affrontare il torneo. Possiamo dire, quindi, che si sia riuscito a dare un prodotto di qualità ai lettori, considerando che (basandosi sull’analisi di 40 report simili su tornei target degli anni 2024 e 2025) previsioni del genere possono essere divise in tre fasce: A) Elite (per la stragrande magioranza fatte da ProPlayers) se il margine d’errore complessivo è inferiore al 10%; B) Expert se il margine è tra il 10% e il 20% e C) Casual si il margine d’errore è superiore al 20%.

2| Prestazione degli archetipi

Riguardo alle prestazioni dei vari decks, mi stupiscono soprattutto delle analisi che considerano Prowess come un mazzo “andato male”. Questa teorizzazione sembra avere un unico presupposto di fondo, cioè che non è arrivato in top8 all’RC di Torino. Veramente un fondamentale debole, oltreché sperduto nel suo isolamento. A chi scrive piacciono argomentazioni meno eremitiche. Prendiamo un po’ di dati e cerchiamo di fornire un’interpretazione più consolidata. Se prendiamo i 4 ultimi più grandi tornei target (Magic Spotlight TMNT di Richmond e gli RC di Torino, Taipei e Città del Messico) il tasso di win rates di Prowess è del 53,5% overall. Questo significa che il mazzo ha performato meglio della media dei fields. Oltretutto, questa media non è omogenea, perché è trainata verso il basso da soli due match up negativi, che sono Spellementals e Tempo. Mazzi che sembrano igegnerizzati per battere Prowess. Il resto della distribuzione dei MU ricorrenti è fortemente positiva. Qualità rara nello Standard attuale. Solo MonoG Landfall gode della stessa sorte benevola. Inoltre, a Richmond di Prowess ne sono entrati ben 2 in top8. Quindi, se vale solo il singolo dato della riconversione in top8, allora non se ne può dire nulla perché le evidenze sono contraddittorie. Volendo, invece, andare un po’ più nel profondo, le WinRates per MU di Prowess non lo danno per sconfitto neanche alla lontana. Il suo swing è un play difficile, molto più difficile di quello dei sui predatori naturali (il che è una sfaccettatura qualitativa che andrebbe sempre inclusa nelle riflessioni). È, anche, un mazzo emergente, nato la scorsa notte da un battito di ciglia. Dovremmo riconoscerli le stesse attenuanti degli altri emergenti sul tempo di deckbuilding, con la variante che performa meglio dei suoi fratelli. Inoltre, è un mazzo verso cui tutti i players si sono preoccupati di appartare molteplici risposte tra main e side, ma ha comunque lavorato ottimamente rispetto agli altri novizi che hanno bevuto alla fonte dell’impreparazione avversaria. Oltre a queste due righe, bisogna confermare qualche precedente aspettativa. Excruciator, per me, stenta ad essere considerato un tier1.5 e mi pare vada sempre peggio. I cub decks stimolano sempre tutti gli altri a tenerli sotto controllo e se ci si sia riusciti è un argomento tutto da discutere (il mazzo mi sembra sotto-portato). Riscontro una certa malleabilità del gioco di risposta che segue i colori , in quest’ordine. In sostanza, si può avere una visione dello Standard attualmente come diviso in due poli. Da un lato, le basi verdi aggressive e propositive. Dall’altro, le basi , combinate in varia maniera, che reagiscono con acrobatici giochi d’interazione e sinergia. Al momento, i due fronti si combattono. Quando uno schieramento guadagna qualche zolla di terreno, l’altro lo ributta indietro. In questa serrata guerra di frontiera, ogni tanto, l’esercito di qualche paesetto prova a schierarsi per guadagnare una posizione.

3| Cut sui mazzi emergenti

Per quanto riguarda i mazzi emergenti che hanno sorpreso, bisogna avere il coraggio di essere tecnici, piuttosto che farsi ammaliare dal fashion del nuovo. Tempo è un mazzo che io adoro per design, game play e deckbuilding. Non si comporta neanche male sui tavoli. Tuttavia, affronta orribili match up vs MonoG Landfall, Midrange, Excruciator, Spellementals e MonoR. Contro alcuni di questi, non ha nemmeno una precisa linea di vittoria che sia realizzabile entro il Turno Fondamentale dell’opponent. È un po’ tanto per ritenerlo un mazzo in grado di cambiare il formato pre-rotazione. È sicuramente un buon mazzo, che acquisterà carte e giocate. Però siamo lontani dalla rivoluzione. La stessa cosa vale per Mono White. Un mazzo bello, sinergico, baciato dal fascino della semplicità, ma provate a giocarlo contro MonoG Landfall, o Excruciator, oppure Spellementals e ne vedrete tutti i limiti. Le poche interazioni che si può concedere tra main e side lo penalizzeranno sempre, fino a che la qualità delle sue minacce non salirà ancora di grado. Risiede lì il problema. Oltretutto, il suo gioco solitario lo espone a non poche stoccate da Tier2 o minori, come Airbending. Monument è migliorato grazie a Cool But Rude, ma rimane una scelta discutibile visto che Prowess gliele dà di santa ragione. Inoltre, si presta il fianco al rischio dei primi turni di torneo, perché soffre da tier2 specifici come RDW o Tempo. A ben vedere, si sta sviluppando una bizzarra circostanza per la quale tutti questi mazzi, che in sé potrebbero essere promettenti, hanno sempre almeno un match up negativo da un mazzo dominante e molteplici match up negativi gli uni con gli altri. L’unico tra gli emergenti che non ha match up fortemente negativi ai piani alti è Dragons, che è debole solo contro i tier2 e Excruciator. Per ora, non grido al miracolo e non condivido l’entusiasmo di molti verso le nuove scoperte. La mia pelle non sente brezza di rivalsa. Constato solo un gran lavoro da fare sul deckbuilding dei mazzi novelli e la speranza che l’uscita di nuove carte li renda qualcosa di più. Per chi pensa che Mono White abbia sovvertito il formato solo perché è riuscito ad arrivare ai tavoli alti dell’RC di Torino, bisogna ricordare che Ceux qui font des révolutions à moitié ne font que se creuser un tombeau e che un torneo non fa primavera; anche se è un torneo importante.

4| Prezzi dello Standard

Ed eccoci giunti all’aggiornamento dello Standard MOLE Index, che ci permette di avere una visione accurata sui prezzi del formato. La distribuzione del field comparata tra più database di tracciamento del meta ha restituito un campione d’analisi di 14 mazzi ( Excruciator, MonoG Landfall, Lessons, Midrange, Prowess, Spellementals, Tempo, Control, MonoR, Airbending, Dragons, Mono White, Rhythm, Monument). La media aritmetica è, di nuovo, scesa a 374,25 €, la mediana resistente si attesta segue la stessa via e cala a 322,74 €, la media geometrica flette a 449,94 €, con outlier inferiore costituito da MonoR e outlair superiore ricoperto da Bant Rhythm. Possiamo quindi constatare che il costo dello Standard è mediamente diminuito di 94,46 €, la media aritmetica e la mediana resistente si allontanano (dimostrando una distribuzione del prezzo-deck più assimmetrica che la precedente) e che cala anche la media geometrica per l’avvicinamento dei due outlier. La media geometrica degli altri formati presi a paragone è variata come segue: Vintage 24.826 €, Legacy 3.950 €, Modern 688 €, Pioneer 415 €, Pauper 132 €. Prendendo quindi a campione tutti i formati, lo Standard rimane il terzo più economico. Se si delimita il campo ai soli formati competitivi (Modern, Pioneer e Standard), allora lo Standard è il formato di mezzo con però una differenza dal Pioneer di soli 25 €, quindi trascurabile. Inoltre, ricordo che questo è il paragone della media geometrica e non di quella aritmetica. La media aritmetica, più precisa ma più lunga da calcolare, spesso vede lo Standard ben sotto anche al Pioneer, mostrando il suo vero volto di formato più economico tra quelli competitivi e secondo più economico in generale tra i constructed dopo il Pauper.

“See You Space Cowboy”

Francesco

Scritto da Francesco Guidorizzi Giocatore e Fondatore di MOLE project, che da anni organizza tornei e si spende nella diffusione volontaria del gioco MTG. Sempre orientato al competitivo sano e bello. Affronta la teoria del gioco da una prospettiva alternativa rispetto al resto degli scritti di settore. Il tutto nella speranza di dare strumenti utili ai players per coltivare la loro passione in maniera proficua. Qualcosa che rimanga e che non scada. Del resto, si sa, alcune parole lasciano il tempo che trovano, altre trovano il tempo che lasciano e altre ancora lasciano che il tempo le trovi (Cit. Massimo Mora).