menu Logo

Ban List, Monument to Endurance e Costi del Formato

Le Top4 cose da sapere di Standard questa settimana

di Francesco Guidorizzi

calendar_checkUltima modifica:12/04/2026
scheduleTempo di lettura:6 minuti

Ban List Update a inizio settimana, no changes prevedibile per uno Standard che strizza l’occhio alle triggered abilities, costringendo gli archetipi control a farsi domande su se stessi. Ai bordi, si delineano piani di gioco alternativi che prevedono l’utilizzo di Monument to Endurance, il rummaging diventa un’affinità elettiva. Prezzi del formato sempre funamboli tra parvenze di onerosità e realtà di economicità.

NUMERO 1:  La settimana 9-15 Febbraio 2026 si apre con il primo Ban List Update del 2026 operato da Wizard of the Coast (09 Febbraio). No changes prevedibile a questo giro di boa, ma degna di nota la volontà di aumentare la frequenza annuale del Ban List Update. Mentalità cambiata dal ban come cesoia di extrema ratio al ban come bisturi che dà un ritocco ogni volta in cui i formati hanno uno scompenso. La cura salvavita lascia spazio alla chirurgia estetica. Il corpo deve essere sempre perfetto e non va salvato solo quando versa in profonda agonia. Vedremo come questa nuova visione influenzerà le logiche di formato. Per ora la casa madre motiva il no changes in quanto il formato viene visto come vario e creativo, pieno di risposte anche alle strategie più oppressive come quelle basate su Badgermole Cub. Dichiarazione d’intenti sui mazzi tematici; li vedremo spesso.

NUMERO 2:  Le Abilità Innescate sono sempre più presenti sui tavoli da gioco. Prendendo un campione composto dai soli archetipi con:

A) una percentuale di presenze pari o superiore al 5%, calcolata su tutti i tornei online e fisici delle ultime tre settimane, da più di 8 giocatori;

B) una percentuale W/L almeno del 60% positiva in tornei a tripla cifra di giocatori svoltisi sempre nelle ultime tre settimane,

si denota chiaramente un deckbuilding sempre più invaghito dei termini “when”, “whenever” o “at”. Guardando ai soli ETB d’impatto sulla partita, la loro media mobile registra un aumento dell’8,9% dall’uscita di Lorwyn Eclipsed, imponendo una presenza degli ETB nei mazzi di circa il 21,3%.

Un dato particolarmente significativo che sembra non spiegare la presenza forte di Jeskai (U/W/R) Control nel metagame attuale. La percentuale di winrate complessiva di Jeskai (U/W/R) Control ha ceduto punti, eppure appare un archetipo ancora molto supportato dalla fiducia dei giocatori. Nelle ultime due settimane la sua performance ai tavoli non è stata brillante contro i due archetipi più nobilitati dalle nuove risorse introdotte da Lorwyn: Reanimator ed Elementals. Allo stesso tempo, l’archetipo in questione riesce ancora a gestire in maniera positiva la parte del deck field relativamente più datata. Rimane, tuttavia, la prospettiva di un futuro non roseo per l’archetipo, considerando l’impronta lasciata dal presente. Ma la Players Base si scontra col destino e grida uno sgolato “Sieglinde lebe, und Siegmund lebe mit ihr! Beschlossen ist’s; das Schlachtlos wend’ ich”. Vuole credere o che le nuove brew di Jeskai (U/W/R) Control trovino il modo di reggere la collisione con le minacce più recenti (il che, però, passa dall’acquisire nuove spells in grado di proporre un vantaggio paragonabile a quelle minacce e a un costo di mana più conveniente), o che l’archetipo cambi volto e allunghi le dita verso la dimensione U/B. Quest’ultimo assetto sembra poter godere di un comparto risposte più agile e dinamico, che dovrebbe portarlo a essere preferibile rispetto alle alternative.

NUMERO 3: Intanto, all’ombra della foresta che circonda il conosciuto, nuovi predatori battono le zampe a terra e raschiano il terreno. Nuove brew di Monument to Endurance cominciano a vedersi sui tavoli, e non in quelli bassi. Dal Pro Tour di Lorwyn Eclipsed (Day 2) appare una prima lista di Rakdos (B/R) Monument che sfrutta i discard effects di carte come Iron-Shield Elf, Tersa Lightshatter e Bloodthorn Flail per attivare le triggered abilities del Monumento. Simile concetto è sfruttato dalle recenti brew sperimentali di Esper (U/B/W) Oculus, che uniscono l’arte di trasformare i drawback in motori di vantaggio alla tecnica di usare più zone di gioco come proprio pool di risorse spendibili. In sostanza, un nuovo mazzo che guadagna con le sinergie di campo, ma rianima ciò che gli serve all’occorrenza. Il rummaging sembra aver conquistato il cuore dei giocatori più sinergici del formato e bisogna dire che è una meccanica veramente equilibrata per lo Standard. Finché ci saranno le carte e le condizioni per giocarle con vantaggio, vedremo questo approccio al gioco condito in tutte le salse. Perché l’amore è eterno, finché dura.

NUMERO 4: In ultimo, un sorvolo sintetico sull’economia del formato. Si sente spesso, in alcune community, sostenere l’opinione che “lo Standard sia un formato costoso”, senza ulteriori dettagli che non siano basati sul prezzo di alcuni specifici mazzi. Ma è veramente così? Per contribuire alla discussione in maniera più matematica, ho ideato un sistema basato sulla costruzione di un indice finanziario tracciabile, parametrato ai valori del campo. Innanzitutto, ho preso a campione i primi 10 mazzi più presenti nel field di gioco da due siti di tracciamento del metagame molto famosi. Ho ristretto la ricerca alle ultime due settimane per includere tutte le più recenti varianze. Ho escluso gli archetipi uguali tra i due siti e sono risultate 12 strategie differenti da analizzare. Ho poi selezionato alcune decklist per ogni archetipo che abbiano avuto una percentuale di vittorie/sconfitte superiore al 70% in tornei da almeno 100 persone. Ho caricato tutte le liste sulla wishlist di CardTrader e le ho ottimizzate col carrello di Zero. Ho impostato come valori: edizione indifferente, lingua inglese, condizione almeno SP, NO Foil. Ho mediato i loro valori complessivi e ho preso i risultati come “punti osservati”.

Stabiliti i punti osservati in un campione sufficientemente vasto, ho estrapolato l’outlier superiore e inferiore. In seguito ho calcolato il punto geometrico medio (cioè la media degli estremi), la media aritmetica (sensibile agli outlier) e la mediana resistente (insensibile agli outlier). Dopo di che, mi serviva avere un metro di paragone ragionevole che fosse il più agile possibile. Notando che la distribuzione del prezzo dei mazzi nei vari formati di Magic è più simmetrica che skewed, ho deciso di prendere a metro di paragone il punto geometrico medio del valore dei formati a 60 carte, ufficiali, giocati in cartaceo in maniera diffusa. Col passare del tempo, l’indice può essere costantemente aggiornato mostrando il trend storico futuro dei prezzi.

Il risultato è che lo Standard ha un punto medio geometrico di 581,92 €, una media aritmetica di 506,94 €, una mediana di 436,91 €, un outlier inferiore di 231,68 € (U/R Spellementals) e un outlier superiore di 932,17 € (4c Rhythm). Il fatto che la mediana sia inferiore alla media, in astratto, significa che la maggior parte dei miei punti osservati si trova su valori medio-bassi, ma ho una “coda” di alcuni dati che si estende verso l’alto. Infatti, tra i dodici punti osservati ritrovo:

A) i punti dall’1 al 4 che hanno un valore compreso tra 200 e 300 euro (U/B Midrange 297,27; MonoR 288; W/R Dragons 285,28; U/R Spellementals 231,68);

B) i punti dal 5 all’8 che hanno un valore compreso tra 400 e 500 euro (R/G Landfall 435,95; U/R Lessons 437,87; U/B Control 442,27; U/W/R Control 477,12);

C) i punti dal 9 al 12 che hanno un valore compreso tra 600 e 900 euro circa (U/B Excruciator 595,69; U/B/G Reanimator 799,45; U/G Ouroboroid-Cub 860,49; 4c Rhythm 932,17).

Una distribuzione asimmetrica interna che, quindi, privilegia il ribasso, considerando anche il gap di distanza tra il prezzo dei mazzi in fascia C, molto più ampio rispetto a quello delle altre fasce. Già da questo si potrebbe dire che lo Standard è, tutto sommato, un formato economico. Tuttavia, per definire meglio l’argomento, paragoniamolo agli altri formati come detto sopra. L’insieme dei punti medi geometrici dei vari formati ufficiali a 60 carte, giocati in cartaceo, è così composto: Vintage (qui ho forzato il sistema imponendo condizioni delle carte a partire dal poor, per evitare i fallimenti di mercato)  24.707,10; Legacy 4.825,79; Modern 994,51; Standard 581,92; Pioneer 370,38; Pauper 127,88.

Anche senza entrare nel merito del dato, il che si potrebbe fare considerando i motivi non matematici del basso costo di Pioneer e Pauper e l’alto di Vintage, si può trarre una conclusione chiara: Standard è nella fascia di prezzo economica dei formati di Magic. E se avessimo utilizzato la media aritmetica risulterebbe ancora più economico. Quindi può dirsi che, anche se spesso si sentono argomentazioni avverse, lo Standard risulta un formato economico al tempo dell’osservazione in base sia alla sua distribuzione interna del valore, sia al paragone con il resto del field del giocabile presente.

“See You Space Cowboy”

Francesco

Scritto da Francesco Guidorizzi Giocatore e Fondatore di MOLE project, che da anni organizza tornei e si spende nella diffusione volontaria del gioco MTG. Sempre orientato al competitivo sano e bello. Affronta la teoria del gioco da una prospettiva alternativa rispetto al resto degli scritti di settore. Il tutto nella speranza di dare strumenti utili ai players per coltivare la loro passione in maniera proficua. Qualcosa che rimanga e che non scada. Del resto, si sa, alcune parole lasciano il tempo che trovano, altre trovano il tempo che lasciano e altre ancora lasciano che il tempo le trovi (Cit. Massimo Mora).