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2. Introduzione

Uno degli scritti più rilevanti sulla teoria del gioco di Magic: The Gathering è stato pubblicato nell’aprile del 1996 sul “the Dojo” da Rob Hahn. L’articolo si chiama “Schools of Magic: General Philosophies” e costituisce il primo studio empirico degno, serio e diffuso sul gioco. L’articolo ha un chiaro obiettivo: accrescere la skill dei giocatori, cercando di riflettere sui concetti trasversali del gioco che, se compresi, portano alla vittoria. Per Hahn il passaggio da giocatore principiante a intermedio è semplice e naturale.

Basta andare al primo torneo, o giocare con players più strutturati. Passare, invece, dal livello intermedio all’esperto è un’operazione complessa. Un giocatore intermedio, per avanzare di livello e superare questa fase, deve comprendere le sfumature tra le varie regole, fare esperienza con molti tipi diversi di mazzi ed essere capace di vedere le sinergie tra le carte. Per poter raggiungere questi obiettivi pratici, è necessaria una certa conoscenza teorica su alcuni concetti del gioco che fungono da ponti trasversali in grado di trasformare il mero esercizio tecnico in bravura esperienziale.

Che strumenti mette in campo l’autore per essere d’aiuto ai players? Hahn riflette su tutto ciò che ha imparato dai tornei competitivi e unisce il prodotto delle sue riflessioni a tutti i consigli, gli spunti e gli indirizzi forniti dai più grandi giocatori dell’epoca. Le filosofie di gioco di questi ultimi aprono il bavero e si rivelano attraverso i loro mazzi. Rob Hahn presenta una serie di questi mazzi come veicolo di apprendimento.

Ne spiega l’approccio al gioco e ne deriva assiomi generali. Queste sono le “Scuole di Magic”. Ogni Scuola utilizza gli stessi strumenti, ma con metodologie differenti. In questo senso, l’autore si concentra non tanto sul gioco, ma su ciò che ormai nessuno insegna: il metodo di gioco.

Benvenuti nella prima metodologia empirica di MTG.

Una “Scuola di Magic”, nel senso inteso dall’autore, è un insieme di principi coerenti che guidano ogni fase del gioco, dalla costruzione del mazzo, al gioco generale, fino a quello situazionale. Queste conoscenze hanno almeno tre livelli di lettura, che dipendono dalla condizione del lettore. I principianti le possono utilizzare per acquisire i primi indirizzi pratici di deck-costruction e di gioco, gli intermedi per affinare le proprie capacità e i più esperti per acquisire una conoscenza più profonda di MTG che possa, in ultima istanza, permettergli di creare una propria Scuola. In analogia con gli sport da combattimento orientali, questo tipo di apprendimento è molto simile al Shu-Ha-Ri.

Shu-Ha-Ri significa Seguire le regole – Rompere le regole - Trascendere, cioè quel processo attraverso cui l’individuo inizia la sua crescita dall’imitazione del maestro, per poi adattare il modello copiato al proprio corpo variandolo attraverso l’esercizio continuo, fino a giungere alla creazione del proprio stile personale. Questo è il principio base che ogni sport applica a se stesso (non solo quelli da combattimento). I campioni di ogni sport sono quelli che sono arrivati al Ri e che sono riusciti a creare uno tra gli stili più efficaci di un certo periodo e panorama.

L’articolo in parola è stato riscritto dallo stesso autore nel gennaio del 1997, per riflettere i cambiamenti del Tipo II (l’attuale Standard) che l’autore usa come formato principale d’analisi in quanto il più competitivo. In questa seconda versione, chiamata “The Schools of Magic”, le varie Scuole di Wissman, Kim, Handelman, Chang, O’Brien, Maysonet, ecc. sono tutte state separate dal testo principale e inserite in una zona a parte. Queste diventano quasi un’appendice che arricchisce l’articolo, ma sono un “di più” rispetto a quanto c’è di veramente importante.

Qui prenderò questa seconda stesura dell’articolo di Hahn e, al meglio nelle mie capacità, la tradurrò, sintetizzerò, criticherò e aggiornerò. Nella speranza che questa grande opera, che ha ancora molto da dire, possa tornare a parlare.

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